la Repubblica, 19 febbraio 2026
Merz avverte Macron sul super jet: “La Germania non ne ha bisogno”
«La Germania non ha bisogno degli stessi caccia della Francia». Friedrich Merz lascia intendere che Berlino potrebbe abbandonare il programma Future Combat Aircraft System (Fcsa) lanciato nel 2017 per sostituire il jet francese Rafale e gli aerei Eurofighter utilizzati da Germania e Spagna entro il 2040. Il progetto simbolo della nuova autonomia europea nei cieli torna a scricchiolare. Da mesi il dossier è in panne, incagliato in una doppia tensione. Da un lato la frizione politica tra Parigi e Berlino, dall’altro lo scontro industriale che oppone Dassault, capofila operativo dello sviluppo del caccia, ad Airbus Germania e Airbus Spagna.
Merz aveva promesso una decisione sul Fcas entro la fine dell’anno scorso, ma ha rimandato. «I francesi hanno bisogno, nella prossima generazione di caccia, di un aereo in grado di trasportare armi nucleari e di operare da una portaerei. Non è ciò di cui abbiamo attualmente bisogno nell’esercito tedesco» ha spiegato Merz, intervistato nel podcast Machtwechsel. Il cancelliere ha aggiunto che Francia e Germania sono ora «in disaccordo sulle specifiche e sui profili» del tipo di velivolo di cui avevano bisogno. Se questo problema non verrà risolto, ha aggiunto, la Germania «non sarà in grado di proseguire il progetto», aggiungendo che ci sono altri paesi in Europa pronti a collaborare con Berlino. L’ipotesi più citata è quella di un avvicinamento tedesco al programma concorrente Gcap, sviluppato da Italia, Regno Unito e Giappone. Ma il progetto è già avanzato e definito, e offrirebbe poco spazio d’influenza alla Germania. Più credibile, secondo ambienti industriali tedeschi, sarebbe invece una pista nordica, un partenariato con la svedese Saab, con cui Airbus avrebbe buone relazioni.
Macron, che ieri era in India, ha fatto sapere tramite l’Eliseo di restare impegnato per il successo del Fcas. Nell’entourage del leader francese, si sottolinea che il cancelliere tedesco non avrebbe detto a Macron di voler “seppellire” il progetto. «Le esigenze militari dei tre Stati partecipanti non sono cambiate, e queste includevano fin dall’inizio la deterrenza francese e le altre missioni del futuro aereo”»da caccia ha sottolineato l’Eliseo. «Data la posta strategica in gioco per la nostra Europa – avvertono a Parigi – sarebbe incomprensibile se le divergenze industriali non potessero venire superate, soprattutto perché dobbiamo dimostrare unità e performance in tutti i settori di industria, tecnologia e difesa». Un riferimento anche alle discussioni avviate tra Francia e Germania sulla deterrenza europea, confermate da Merz pochi giorni fa alla conferenza di Monaco.