Corriere della Sera, 19 febbraio 2026
Prime timide luci in Venezuela
C’è speranza in Venezuela. Dal 3 gennaio, quando le forze speciali americane hanno prelevato Nicolás Maduro e moglie dal palazzo presidenziale di Caracas, molto è cambiato. Non siamo al ritorno della democrazia ma accadono cose inimmaginabili fino a un mese e mezzo fa. Centinaia di prigionieri politici sono stati rilasciati, anche se in carcere ne rimangono più di 500. Si parla di un’amnistia generale per quelli che il regime chavista ha considerato, per più di 25 anni, reati politici. La presidente facente funzione, Delcy Rodríguez, ha promesso di chiudere il famigerato carcere El Helicoide. Alcuni leader dell’opposizione sono ospitati nei giornali e nelle televisioni. Gruppi di studenti hanno potuto manifestare senza essere aggrediti dalle autorità. María Corina Machado, la leader dell’opposizione fuori dal Paese dal giorno della cerimonia per il suo Premio Nobel, dice che tornerà presto. Passi avanti, per quanto instabili. Sullo sfondo, una piccola ripresa della produzione di petrolio: l’interesse primo di Donald Trump. Risultato: le aspettative dei venezuelani, crescono. Le ha fotografate un sondaggio coordinato dalla società di analisi Gold Glove Consulting. Il 55% del campione di mille persone intervistato nell’ultima settimana di gennaio dice di approvare quanto è successo a Maduro. Il 77% ha un’opinione negativa dell’ex presidente, il 71% anche sul suo predecessore e fondatore del regime, Hugo Chávez. Nel giugno 2024, il 75% riteneva che il Venezuela stesse andando in una cattiva direzione, oggi il 72% pensa che la direzione sia quella giusta. L’83% dice di essere ottimista sul futuro del Paese nei prossimi due anni. Nel novembre 2024, il 76% intendeva lasciare il Paese nel biennio in arrivo, quota che ora si è ridotta al 9% (quasi otto milioni di venezuelani se ne sono già andati negli anni scorsi). La presidente a interim Rodríguez, che era la vice di Maduro, è vista sfavorevolmente dal 73% e peggiori sono le opinioni su due uomini forti del regime, il ministro degli Interni e della Giustizia Diosdado Cabello e il ministro della Difesa Vladimir Padrino. Pessima la reputazione delle forze armate. Solo il 6% dice che l’obiettivo principale degli Stati Uniti in Venezuela dovrebbe essere il consolidamento della democrazia: il 48% ha come priorità l’economia. Ma il 68% vorrebbe elezioni nel 2026 e il 67% voterebbe Machado.