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 2026  febbraio 19 Giovedì calendario

«Domenico non è trapiantabile». Dai luminari nessuna speranza

Non ci sono margini per un secondo trapianto. Il piccolo Domenico non sopravvivrebbe all’intervento per impiantare un nuovo cuore, nonostante la volontà e l’impegno da parte degli specialisti dell’ospedale Monaldi di Napoli. La drammatica decisione è stata presa nel primo pomeriggio di ieri, al termine del consulto tra esperti provenienti dalle principali strutture sanitarie del Paese che si occupano di trapianto di cuore pediatrico. «Un confronto collegiale – ha sottolineato l’Azienda ospedaliera dei Colli in una nota – che ha consentito una valutazione condivisa, effettuata al letto del paziente e sulla base degli ultimi esami strumentali». Le condizioni del bambino non sono compatibili con un trapianto. Una nuova emorragia cerebrale in atto, una crisi settica per una infezione in corso e la mancata risposta agli stimoli nonostante fosse stata allentata la sedazione sono i motivi che hanno spinto il pool di specialisti a prendere la decisione che nessuno avrebbe voluto.
Il ministro
Purtroppo, dopo il trapianto del 23 dicembre, quando a Domenico è stato impiantato un cuore rimasto lesionato nel trasporto da Bolzano a Napoli, il piccolo ha vissuto un graduale peggioramento. In coma farmacologico da 58 giorni, una volta tornato in sala operatoria Domenico secondo i medici non sopravvivrebbe. Dunque, è stato comunicato al Centro nazionale Trapianti che il cuore compatibile che era stato trovato martedì sera non potrà essere destinato al paziente napoletano. «Il parere negativo – ha detto il ministro della Salute, Orazio Schillaci – scrive un epilogo diverso da quello che tutti noi fino alla fine abbiamo sperato, ma occorre attenersi alle indicazioni della scienza. Insieme al Centro nazionale Trapianti abbiamo lavorato con impegno e serietà per assicurare nuove opportunità al bambino. Siamo vicini alla famiglia e attendiamo gli esiti delle indagini, è doveroso fare chiarezza». Nel frattempo il cuore è stato destinato a uno dei due pazienti ritenuti compatibili e idonei al trapianto.
La task force
Poco dopo mezzogiorno era iniziato il consulto per valutare la trapiantabilità per il piccolo paziente. Con l’équipe del Monaldi, a comporre l’Heart Team erano presenti l’Azienda ospedaliera pediatrica Bambino Gesù di Roma (con il professor Lorenzo Galletti e la dottoressa Rachele Adorisio) che resta centro di riferimento europeo, l’Azienda ospedaliera dell’Università di Padova (professor Giuseppe Toscano), Asst Papa Giovanni XXIII – Ospedale di Bergamo (dottor Amedeo Terzi) e l’ospedale Regina Margherita di Torino (professor Carlo Pace Napoleone). L’avvocato Francesco Petruzzi ha chiesto copia del provvedimento e degli altri documenti medici, da sottoporre al medico legale nominato – il dottor Luca Scognamiglio – per una ulteriore valutazione. «Adesso dobbiamo avere copia di tutti i documenti e studiarli, perché se è finito il momento della speranza, inizia pure quello delle responsabilità».
Le indagini
Responsabilità che sono in fase di ricostruzione. La Procura di Napoli (procuratore Nicola Gratteri, aggiunto Antonio Ricci, sostituto Giuseppe Tittaferrante) ha aperto un’inchiesta e già iscritto nel registro degli indagati i nomi di sei persone per lesioni colpose gravissime, ipotesi di reato che – all’esito della decisione di ieri – potrebbe cambiare. Nelle ultime ore, gli inquirenti stanno ascoltando persone informate sui fatti, sia a Napoli che a Bolzano. Alcuni interrogatori sono stati delegati ai carabinieri del Nas di Napoli e Trento. L’attenzione è concentrata, in particolare, sul trasporto dell’organo dall’Alto Adige alla Campania. Dall’ospedale Monaldi sarebbe partita un’équipe con un box-frigo di vecchia generazione, sprovvisto di termostato, sonde e display, strumenti previsti dalle linee guida e in dotazione ai contenitori moderni che la struttura ospedaliera possiede. Un possibile errore che, però, non sarebbe stato del tutto fatale. A Bolzano, infatti, sarebbe stato fornito ghiaccio secco anziché quello tradizionale, prodotto che avrebbe causato danni irreparabili alle fibre del muscolo cardiaco.
Nella catena di possibili negligenze, imperizie e sottovalutazioni, gli inquirenti stanno provando a comprendere se tutto ciò poteva essere evitato e se ci siano eventuali responsabilità. Intanto, sempre ieri, gli ispettori ministeriali hanno visitato il Monaldi e presto saranno al San Maurizio di Bolzano.