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 2026  febbraio 19 Giovedì calendario

La Polonia vuole risarcimenti dai russi per le atrocità sovietiche

Non solo dalla Germania, ora anche dalla Russia. Il governo polacco è pronto ad aprire un nuovo fronte delle riparazioni di guerra, con la presentazione di una richiesta di indennizzo a Mosca per le atrocità compiute dai sovietici in Polonia durante e dopo la Seconda guerra mondiale. La rivendicazione echeggia quella già indirizzata alla Germania, cui Varsavia chiede una compensazione di 1.300 miliardi di euro per i crimini commessi dalla Wehrmacht tra il 1939 e il 1945.
Il primo ministro Donald Tusk ha dato incarico a Bartosz Gondek, direttore dell’Istituto per i danni di guerra, di indagare non soltanto sui crimini commessi dai sovietici negli anni del conflitto mondiale, ma anche nei quattro decenni della Guerra Fredda, quando il Paese fu sotto il giogo dell’Urss. Secondo lo storico, la ricerca durerà a lungo, a causa dell’impossibilità per gli studiosi polacchi di accedere agli archivi di guerra russi.
Il Cremlino per anni ha negato le atrocità commesse dall’Armata Rossa, come la strage di Katyn del 1940, quando 22 mila ufficiali polacchi e civili vennero massacrati su ordine di Stalin e gettati in fosse comuni, inizialmente attribuita ai nazisti. Solo nel 2010 la Duma russa aveva riconosciuto la responsabilità del dittatore. Ma dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022, Putin ha avviato un’opera di revisione e riscrittura della storia sovietica, accusando la Polonia di essere stata la causa dello scoppio della guerra. Nel 2023 l’allora presidente del Parlamento, Vyaceslav Volodin, aveva dichiarato che Varsavia avrebbe dovuto pagare a Mosca 750 miliardi di dollari per averla liberata nel 1945. Ma la scelta di Tusk, svelata dal Financial Times, ha anche una forte motivazione di politica interna.
Il premier non vuole infatti soltanto contrastare la crescente campagna di disinformazione montata dai russi contro la Polonia. Ma vuole anche togliere all’opposizione del Pis il monopolio di questo tema, mostrando che anche il governo difende gli interessi e la memoria storica della Polonia.
Il punto cruciale dello scontro sono le riparazioni chieste alla Germania, che avvelenano il clima tra due Paesi membri dell’Unione europea. Il nuovo presidente della Repubblica, Karol Nawrocki, eletto in luglio ed espressione del Pis, ha infatti più volte accusato Berlino di non aver pagato le riparazioni di guerra. In realtà la Polonia, con una dichiarazione del 1953, aveva rinunciato a ulteriori rivendicazioni. Ma secondo i dirigenti del Pis lo aveva fatto sotto pressione dell’Urss. I governi tedeschi hanno sempre respinto la richiesta, anche se il cancelliere Merz ha offerto gesti simbolici di riconciliazione, come la costruzione di un memoriale a Berlino o la restituzione di opere d’arte trafugate dai nazisti.
Secondo Arkadiusz Mularczyk, deputato europeo del Pis, che a Strasburgo è componente del gruppo dei Conservatori e Riformisti di cui fa parte anche Fratelli d’Italia, aprire oggi la questione delle riparazioni russe «è un modo per distogliere l’attenzione dalla questione irrisolta delle compensazioni della Germania», su cui Tusk non ha fatto abbastanza per timore di danneggiare i rapporti con Berlino.