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 2026  febbraio 19 Giovedì calendario

A dieci anni dalla morte, cade il divieto di Eco di parlare di lui

Finalmente il silenzio imposto dallo stesso Umberto Eco nel suo testamento può essere rotto. Il grande intellettuale, semiologo e scrittore, scomparso a 84 anni il 19 febbraio 2016, aveva lasciato nel suo testamento una richiesta precisa: non parlate di me per 10 anni. Dunque niente convegni pubblici, seminari, niente interviste a chi lo aveva conosciuto. Il silenzio è stato rispettato per tutto questo tempo da amici, familiari e dalla Fondazione che porta il suo nome. Il motivo? È in linea con lo stile ironico e critico dell’intellettuale verso il mondo accademico, un lascito che fu un invito a lasciar sedimentare il suo pensiero, il suo lascito intellettuale e le sue opere, invece che speculare su di essi a caldo. 
Per celebrare la fine di questo silenzio imposto è cominciato alle 12 del 18 febbraio l’evento virtuale “Eco Eco Eco – A World-Wide Talk for Umberto”, maratona di testimonianze e ricordi attraverso i canali YouTube della Fondazione Umberto Eco e della Fondazione Bottega Finzioni, durerà fino alle 12 del 19 febbraio. Una 24 ore no-stop di ricordi e testimonianze da tutto il mondo e per tutto il mondo.

Le ore 12 del 18 febbraio non sono state scelte a caso, coincidono con lo scoccare della mezzanotte del 19 febbraio, quando il nuovo giorno sorgerà per la prima volta sul pianeta nell’arcipelago di Kiribati e alle Isole Fiji. La diretta prenderà il via simbolicamente dall’isola di Taveuni (Fiji), attraversata dal 180esimo meridiano: proprio qui Umberto Eco si recò per lavorare al suo celebre romanzo L’isola del giorno prima, dove la linea del cambio di data consente di “viaggiare nel tempo” tra ieri e oggi.