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 2026  febbraio 18 Mercoledì calendario

Meno vetrine, più acquisti sul Web: anche nel commercio avanza l’IA

Nel 2025 il commercio italiano accelera sulla trasformazione digitale, spinto da consumatori più selettivi e da un contesto economico incerto. Gli investimenti in tecnologie digitali raggiungono il 4,7% del fatturato, contro il 3,2% del 2024, segno di un settore che considera ormai l’innovazione una leva strutturale. L’e-commerce continua a crescere e tocca i 62,3 miliardi di euro, in aumento del 7%, portando la quota degli acquisti online al 13% dei consumi totali. La componente prodotto vale 40 miliardi (+5%), trainata da due comparti particolarmente dinamici: cura della persona e salute (+10%) e alimentare e largo consumo (+7%). Abbigliamento e arredamento crescono del 5%, mentre informatica, elettronica ed editoria si fermano al +4%. Più debole il settore auto e ricambi, che avanza solo dell’1%. I servizi digitali, invece, accelerano: 22,3 miliardi (+9%), sostenuti dai biglietti per eventi, dal turismo e dai trasporti (+8%), oltre che dalle assicurazioni (+10%).
Parallelamente, secondo la Ricerca degli osservatori Ecommerce B2c e innovazione digitale nel retail del Politecnico di Milano, la rete fisica continua a ridursi. A fine 2024 gli esercizi commerciali attivi erano 539.789, il 2,8% in meno rispetto all’anno precedente: quasi 16mila negozi chiusi in dodici mesi. Il bilancio dell’ultimo decennio è ancora più netto: 85.261 punti vendita in meno, con cali più marcati in editoria (-5%), abbigliamento (-3,8%) e arredamento (-3,2%). Una contrazione che non coincide però con un arretramento dell’innovazione: il 46% delle insegne investe in sistemi di pagamento autonomo e l’83% utilizza strumenti digitali per buoni sconto e programmi fedeltà.
L’intelligenza artificiale è la leva più dinamica: il 46% dei principali operatori ha già integrato sistemi di intelligenza artificiale tradizionale nei processi aziendali, mentre il 76% ha avviato progetti pilota di IA generativa, dalla creazione automatica delle schede prodotto al supporto avanzato nel servizio clienti. L’attenzione al dato cresce di pari passo: l’89% delle aziende potenzia i sistemi di raccolta e analisi, investendo in business intelligence (78%), sistemi di relazione con il cliente (67%) e piattaforme dei dati dei clienti (52%).

La trasformazione riguarda anche il ruolo stesso del negozio. «La visita in store non è più solo transazione: diventa esperienza, relazione, community», spiega Elisabetta Puglielli, direttrice dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Commercio. Crescono così i formati di prossimità (24 per cento) e gli store esperienziali (19 per cento), progettati per unire l’esperienza in negozio e quella online e rafforzare il legame con il marchio. Per Roberto Liscia, presidente di Netcomm, «il digitale non è più un canale accessorio, ma l’infrastruttura stessa del commercio italiano». La sfida, sottolinea, è trasformare l’e-commerce in una leva di competitività per il sistema Paese, colmando il divario con i mercati europei più maturi.