corriere.it, 17 febbraio 2026
Spese pazze, dopo 15 anni la condanna della Corte dei Conti dell’Emilia-Romagna: «Silvia Noè deve risarcire 148 mila euro»
A 15 anni di distanza, la Corte dei conti dell’Emilia-Romagna ha condannato Silvia Noè, l’ex capogruppo regionale dell’Udc, a un risarcimento nei confronti della Regione di 148 mila euro a titolo di danno patrimoniale e di danno d’immagine (quest’ultimo per una somma che riguarda il 10% della cifra totale).
Le inchieste di Procura e Guardia di Finanza
La sentenza dei giudici contabili riguarda le spese sostenute dalla Noè tra il 2009 e il 2011 (quindi a cavallo della ottava e nona legislatura), quando ai tempi era presidente e unica componente del gruppo consiliare dell’Udc. Ai tempi tra le spese contestate anche quelle per finanziare attività benefiche o per pagare quote associative di onlus, e una tutina da bebè.
Questo per quanto riguarda il fronte contabile, mentre sul piano penale il processo per l’ex capogruppo Udc si è concluso ben dieci anni fa, nel 2016, con un patteggiamento ad un anno e sei mesi per peculato, al termine delle inchieste di Procura e Guardia di Finanza sulle cosiddette “spese pazze” dei consiglieri regionali dell’Assemblea legislativa di Viale Aldo Moro.
Decine di eletti di allora finirono indagati, con esiti giudiziari diversi. Molti di loro, al termine della legislatura che si concluse anticipatamente (proprio per via di quelle indagini) nel novembre 2014, decisero di abbandonare per sempre l’attività politica, e così fece anche la Noè.
I giudici contabili, in questa sentenza dello scorso 10 dicembre, nel rispondere alle obiezioni dell’ex consigliera regionale, osservano come la stessa Noè, con il patteggiamento, avesse già accettato «in sede penale gli elementi di prova prodotti dalla Procura regionale che oggi invece contesta, peraltro genericamente e non specificatamente».
Gli altri ex consiglieri condannati
A fine gennaio la Corte dei conti dell’Emilia-Romagna ha condannato, con tre sentenze, altri ex quattro consiglieri regionali a risarcire anche in questo caso viale Aldo Moro per danno all’immagine.
All’origine delle richieste di risarcimento avanzate dalla Procura c’erano alcune delle condotte per due legislature, la prima iniziata nel 2005 e la seconda nel 2010.
Le due sentenze principali hanno riguardato gli ex consiglieri del Partito democratico Marco Monari e Gabriella Ercolini e l’ex consigliere del gruppo per l’Emilia Carlo Monaco. Monari dovrà risarcire la Regione per un totale di 32.000 euro, mentre sia lui che Ercolini dovranno restituire altri 7.200 euro a Viale Aldo Moro. Monaco, invece, dovrà risarcire la Regione per 40 mila euro.
Il quarto ex consigliere regionale è Matteo Riva, ex capogruppo del Gruppo misto. La Procura ha chiesto e ottenuto per lui la condanna al pagamento di 10.040 euro.