Corriere della Sera, 18 febbraio 2026
Brad Pitt, Tom Cruise, la finta rissa creata dall’Intelligenza artificiale: il video che fa infuriare Hollywood
Hollywood compatta contro ByteDance, la società proprietaria di TikTok – anche se ormai possiede solo un quinto del ramo americano – e adesso anche di un modello di intelligenza artificiale che spaventa le case cinematografiche. Seedance 2.0 è stata lanciata nel mercato cinese da una settimana e già gli utenti si sono lanciati nella generazione di video che non hanno nulla da invidiare ai modelli di Google e OpenAI né alle grandi produzioni cinematografiche. Anzi, da queste hanno preso anche le fattezze di attori di fama mondiale, lo stile di noti animatori, persino scene di pellicole celebri replicate con minuzia.
Esemplare è il caso di una clip, diventata presto virale, con Brad Pitt e Tom Cruise. I due sono impegnati in uno scontro epico sul tetto di un edificio distrutto. Fra i colpi, il primo accusa l’altro di avere ucciso Jeffrey Epstein. «Era un brav’uomo», dice Brad, mentre la camera indugia su un intenso primo piano. Cruise sorride: «Sapeva troppo delle nostre operazioni in Russia, doveva morire. E ora morirai anche tu».
Non deve aver fatto piacere ai due attori di essere associati al finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019. Né ha fatto piacere la violazione del copyright a Hollywood, che non ha fatto attendere la reazione. Il sindacato degli attori Sag-Aftra – che nel 2023 aveva indetto uno sciopero per chiedere tutele sull’uso dell’Ai – ha condannato la «palese violazione del diritto d’autore». E la Motion Picture Association – che riunisce le maggiori realtà cinematografiche, dalla Universal a Netflix – ha dichiarato che l’azienda cinese «dovrebbe cessare immediatamente la sua attività illecita». «Lanciando un servizio che opera senza adeguate misure di protezione contro le violazioni», ha aggiunto l’associazione, «ByteDance ignora la consolidata legge sul copyright che tutela i diritti dei creatori e sostiene milioni di posti di lavoro americani».
L’appello non è rimasto inascoltato. ByteDance afferma di «rispettare i diritti di proprietà intellettuale» e di «comprendere le preoccupazioni»: «Stiamo adottando provvedimenti per rafforzare le attuali misure di sicurezza», ha comunicato l’azienda.
Un copione che sembra ripetersi. A dicembre Disney aveva accusato Google di avere violato il copyright per colpa di Veo 3. E il giorno dopo l’azienda ha stretto un accordo da un miliardo di dollari con OpenAI per consentire agli utenti di creare, grazie a Sora, clip che contengono i personaggi classici del mondo Disney. E chissà se ByteDance, con il suo prudente passo indietro, non riuscirà a mettere le mani su un simile accordo per portare Hollywood negli studi cinematografici dell’intelligenza artificiale.