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 2026  febbraio 18 Mercoledì calendario

«Toghe politicizzate ci ostacolano» Migranti, l’affondo della premier

Il clima, intorno al referendum, è incandescente da giorni. E ieri Giorgia Meloni è tornata ad attaccare i «magistrati politicizzati».
«Gli italiani – dice la premier in un videomessaggio – hanno votato centrodestra perché ristabilissimo regole chiare e le facessimo rispettare. E il governo lo sta facendo con determinazione, nonostante una parte politicizzata della magistratura continui a ostacolare ogni azione volta a contrastare l’immigrazione illegale di massa». Il riferimento è alla sentenza del 10 febbraio, del Tribunale di Roma, che ha respinto la richiesta di espulsione di un cittadino algerino, e disposto un risarcimento di 700 euro da parte del ministero dell’Interno. «Noi continueremo a difendere la sicurezza e la legalità senza arretrare», promette la premier.
Qualche ora prima era stato Matteo Salvini a richiamare tutti a «toni più tranquilli», ponendosi in una posizione di equidistanza sia da Gratteri sia da Nordio protagonisti delle ultime polemiche più vivaci. In visita al villaggio olimpico, il vicepremier e segretario leghista, fa appello tanto al procuratore quanto al ministro. «Evitiamo aggettivi, attacchi e insulti – esorta Salvini – spero che nel mese che ci separa dal voto si parli del merito. Non si vota pro o contro il governo ma per la riforma della giustizia. Conto che tutti abbiano toni più tranquilli». Stessa tesi di Antonio Tajani che in realtà difende Nordio – «mi pare che le sue frasi siano state un po’ strumentalizzate» – ma esorta a sua volta a concentrarsi sul merito: «Il problema è entrare nei contenuti, la polemica non serve. I cittadini italiani devono scegliere sui contenuti e noi dobbiamo spiegare loro i contenuti della riforma».
E ieri in effetti Nordio ha adoperato un approccio più prudente: «Non va bene che un referendum venga contrassegnato da un obiettivo politico. Secondo i sondaggi, molte persone favorevoli alla riforma voteranno o voterebbero no per dare un significato politico. E non va bene».
Un altro fronte polemico si è aperto due giorni fa a proposito della richiesta del ministero della Giustizia che si rendano noti i finanziatori del comitato per il No. Per Salvini «una richiesta giusta». Durissimo Enrico Costa (FI) che attacca proprio il ruolo dell’associazione dei magistrati: «L’Anm dà vita a un comitato, lo finanzia, lo dirige, lo ospita. È la prova che è diventata un partito politico». Per il viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, il ruolo di Anm è motivo di allarme: «Le macerie che rimarranno per questo atteggiamento politico dell’Anm vicina ai comitati saranno enormi».
Al botta e risposta tra magistrati e governo assiste «con preoccupata attenzione», viene riferito, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che si augura che maggioranza e opposizione abbassino i toni. Non è escluso che la durezza dello scontro, che coinvolge anche il Csm induca il Quirinale a una forma di moral suasion.
Oggi il Pd attende il guardasigilli al question time per interrogarlo proprio sulla richiesta di rendere pubblici i finanziatori del comitato per il No: «Nordio risponderà personalmente o è stato davvero silenziato dal governo per gli imbarazzi che, come sostiene il vicepremier Salvini, starebbero creando le sue uscite?», si chiede la responsabile giustizia dem Debora Serracchiani che parla di «lista di proscrizione».