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 2026  febbraio 17 Martedì calendario

Il salotto della moka, Loro Piana e Zambon entrano nella Bialetti

Durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi, un gruppo di ballerini ha sfilato vestito da moka Bialetti. «È una prova del fatto che la caffettiera e il suo marchio “coi baffi” sono un simbolo dell’Italia nel mondo», dice Tommaso Paoli, fondatore e gestore di Nuo. A giugno la holding di investimento con sede a Milano ha preso il controllo della storica azienda di Omegna (Verbania) con l’obiettivo di rilanciarla dopo alcuni di difficoltà industriali e finanziarie. A fornire i capitali per l’acquisto sono state la famiglia di Hong Kong Pao, titolare di uno dei più antichi family office cinesi, e la famiglia Guerrand, composta da alcuni eredi di Emile-Maurice Hermès, fondatore del colosso della moda francese. I manager di Nuo hanno rilevato una partecipazione dell’1% per allineare al meglio gli interessi di investitori e gestori.
Presto, però, la compagine azionaria di Bialetti si arricchirà di nuovi soci di blasone. Nel capitale entreranno infatti la Prima Holding dei figli di Sergio Loro Piana (lusso), la cassaforte Gefim riconducibile alla famiglia Zambon (farmaceutica) e la holding Carisma, presieduta da Giovanni Cagnoli, già fondatore di Bain & Company Italia. Nel complesso, i tre nuovi soci arriveranno a detenere una quota superiore al 10% in Bialetti, rilevandola dagli azionisti della prima ora. «L’azienda sta andando molto bene, con ricavi e margini in crescita, a riprova che la strategia impostata dal management di Bialetti era giusta – sostiene Paoli —, quel che Nuo aggiungerà sono i capitali pazienti indispensabili per investire su progetti di crescita di lungo termine».
La priorità del piano di Nuo per Bialetti è infatti l’internazionalizzazione. «Vogliamo portare l’abitudine di utilizzare la moka in tutto il mondo, soprattutto in Cina e Stati Uniti – prosegue —, puntiamo poi a far conoscere meglio il caffè prodotto da Bialetti in Italia e poi portarlo in alcuni selezionati mercati esteri».
Questo sforzo di internazionalizzazione potrà giovarsi della rete di contatti globali messa a disposizione dalle famiglie parte del progetto Nuo: Pao, Guerrand, Loro Piana, Zambon e Cagnoli. «L’ingresso di Bialetti rappresenta l’inizio di un percorso con le tre famiglie italiane – spiega Paoli —, stiamo studiando di portare a bordo altri due family office, uno mediorientale e l’altro statunitense, per completare il nostro parterre di investitori».
Fondata nel 2016, Nuo opera con un modello di investimento «a chiamata». Paoli e la sua squadra scovano possibili acquisizioni di marchi italiani «forti» nel settore dei beni di consumo e le propongono alle famiglie investitrici che sono libere di decidere se prendervi o meno parte. Una volta ricevute le adesioni, Nuo diventa gestore esclusivo dell’operazione, decidendo strategie, modalità e tempi di uscita. Nel giro di 10 anni, la holding ha impiegato 500 milioni di capitale di rischio su 15 aziende, fra cui Scarpa, Montura, Ludovico Martelli, Subdued, Bending Spoons. «Le società nel nostro portafoglio generano un fatturato aggregato di oltre 2,1 miliardi, il loro margine di profitto cresce di oltre il 20% e hanno aumentato i loro organici del 35%, assumendo più di 1.700 persone – conclude Paoli —, ora siamo pronti a investire altri 500 milioni per sostenere il Made in Italy».