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 2026  febbraio 17 Martedì calendario

Duello negli Usa tra Anthropic e il Pentagono

Dario Amodei, fondatore e tecnolo-go di Anthropic, è il più etico tra i leader dell’intelligenza artificiale (non passa settimana senza un suo monito sui rischi connessi ad un suo uso senza limiti e controlli) e, forse, anche il più geniale: il suo modello di Ai, Claude, è il più adatto agli impieghi specializzati e «protetti» per le aziende, ma anche per l’intelligence e i militari (mentre quelli «aperti» di OpenAI e Google sono destinati ai consumatori). Inevitabile qualche sbandata nella corsa senza freni di una tecnologia per la quale il governo Usa non ha predisposto alcun guard-rail. Claude, riconosciuto come il modello più avanzato, è l’unico che, inserito nel software di Palantir, è stato embedded nei sistemi tecnologici più segreti del Pentagono. Ma quando si è saputo che i militari l’hanno usato anche nel blitz in Venezuela per la cattura di Maduro, è arrivata la prima crisi etica dell’era dell’Ai: senza regole del governo, ma soggetta a quelle di servizio che ogni azienda fissa per l’uso della sua tecnologia. Quelle di Anthropic vietano usi per lo sviluppo di armi autonome, per sistemi di sorveglianza di massa o per azioni violente. Il caso è emerso pochi giorni fa ma pare che azienda e Pentagono stiano discutendo da mesi: Anthropic difende i suoi principi mentre il ministro della Guerra, Pete Hegseth, non vuole sentir parlare di limiti. Ora è vicino il punto di rottura. Il Pentagono sta sondando gli altri tre big dell’Ai (Google, OpenAI, xAI) per capire se sarebbero in grado di sostituire Claude. Eliminare la sua tecnolo-gia dai sistemi della Difesa sarebbe, comunque, complesso. Così, mentre Amodei cerca di allargare le maglie delle regole di Anthropic senza rinuncia-re del tutto ai suoi criteri etici, il Pentagono prima si è detto pronto a cancellare i 200 milioni di dollari di contratti per Claude e ora minaccia addirittura di dichiarare Anthropic «rischio sistemico». Tutti i fornitori del governo dovrebbero rompere i rapporti con l’azienda, trattata come un gruppo cinese nemico. E il portavoce del Pentagono, confermando lo scontro, accusa: «I nostri partner devono aiutarci a combattere e a vincere: ne va della sicurezza delle truppe e del popolo americano».