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 2026  febbraio 17 Martedì calendario

Blitz di Meloni a Niscemi: 150 milioni e un commissario. «Non perdiamo un giorno»

«Noi non ci fermiamo e non molliamo», avverte il sindaco. «Mai!», ribatte la premier. Appena atterrata nell’elisuperficie accanto al cimitero va in scena questo siparietto tra la presidente del Consiglio e il primo cittadino di Niscemi. Come un segno di intesa e complicità. Giorgia Meloni aveva promesso che sarebbe tornata e lo ha fatto. Anche se a sorpresa. Forse per evitare l’eccessiva ressa di giornalisti e cineoperatori, alla quale nella prima visita aveva reagito con quel «non facciamo piazzate». Questa volta ha depistato tutti, incastrando il sopralluogo tra vertici internazionali e riunioni di governo.
Un blitz per annunciare le prime risposte del governo all’emergenza frana. Già domani il Consiglio dei ministri approverà un decreto per le zone colpite dal ciclone Harry e un intervento specifico per Niscemi. Spiega: «C’è uno stanziamento di 150 milioni con la nomina di un commissario straordinario, nella figura del capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano. Non vogliamo perdere neanche un giorno di tempo e così siamo già immediatamente operativi». Perché «è molto importante che non accada quanto successo dopo la frana della fine degli anni Novanta». Le risorse saranno destinate «a tre grandi priorità: la demolizione delle case che devono essere demolite, la messa in sicurezza del territorio e gli indennizzi per chi ha perso le case e le attività produttive».
Ma la visita è stata anche una risposta a chi l’aveva accusata di non mettere gli stivali nelle zone della frana, come aveva invece fatto per l’alluvione in Emilia-Romagna. Questa volta Giorgia Meloni non ha indossato gli stivali, ma un caschetto bianco della Protezione Civile ed è entrata in «zona rossa». In particolare si è fatta accompagnare fino al belvedere. Da qui si potevano ammirare panorami mozzafiato, oggi è il miglior angolo di osservazione di un fronte di frana di oltre quattro chilometri. I tecnici le hanno spiegato la situazione critica delle case tra i 100 metri e il precipizio. Per quelle a 30-50 metri non c’è speranza. Vanno abbattute. Mentre occorrono altre attente valutazioni nella fascia 50-100 metri.
Un argomento che sta molto a cuore agli sfollati che la premier ha voluto incontrare in municipio. Una delegazione composta da una ventina di persone per un faccia a faccia molto pacato, nel corso del quale la premier ha riservato anche una carezza a un anziano. «Abbiamo sentito il calore e la vicinanza delle istituzioni. Alla premier abbiamo detto che noi vogliamo rimanere a Niscemi e viverci in sicurezza», dice Sergio Cirrone, che faceva parte della delegazione di sfollati.
Ma sulla ridefinizione della zona rossa Giorgia Meloni è stata chiara. «Non sono decisioni che si possono prendere sul piano politico. Se io forzassi le decisioni, magari perché voglio dare più velocemente delle risposte ai cittadini e mettessi la loro sicurezza a repentaglio, sarei una pazza». Ha comunque voluto rassicurare: «Oggi credo che Niscemi sia il comune più monitorato d’Europa. Ci sono tutte le migliori eccellenze: stanno lavorando perché puntiamo a dare risposte su quale sia la fascia» dove si potrà rientrare. Ma «per farlo c’è bisogno del tempo».
La premier ha presieduto anche un vertice operativo e le è stata mostrata la croce, simbolo del quartiere franato, precipitata nel vuoto. È stata recuperata, sarà restaurata e collocata in un altro punto del paese. Soddisfatto il sindaco Massimiliano Conti: «Fino ad ora stiamo vedendo che c’è la massima attenzione da parte del governo, anche la nomina di Ciciliano è un segnale importante del fatto che si vuole procedere in modo celere». Dopo la visita anche la premier affida la sua soddisfazione a un post sui social: «Sono tornata a Niscemi per un nuovo sopralluogo nelle aree colpite dalla frana, per incontrare i cittadini e dare risposte concrete alla comunità duramente colpita da questa emergenza. Lo Stato c’è».