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 2026  febbraio 16 Lunedì calendario

Morbillo a Londra, i bambini non vaccinati a rischio sospensione da scuola: 34 casi in due mesi, molti sono in ospedale

Allarme morbillo a Londra, dove i bambini non vaccinati rischiano la sospensione da scuola per 21 giorni. Le autorità locali del nord di Londra hanno inviato una comunicazione d’urgenza ai genitori per indicare che i bambini non vaccinati contro il morbillo potrebbero essere esclusi dalle lezioni per 21 giorni se identificati come contatti stretti di un caso confermato.
Il focolaio
La misura drastica del consiglio municipale di Enfield arriva nel pieno di un focolaio che ha già colpito almeno 34 bambini dall’inizio dell’anno, con diversi di loro ricoverati in ospedale. Il focolaio si sta diffondendo rapidamente in almeno sette istituti tra Enfield e Haringey. Jo Sauvage, responsabile medico per il nord della capitale britannica, ha espresso forte preoccupazione per un aumento dei casi «mai visto prima in quest’area». La maggior parte dei contagi riguarda asili e scuole primarie, con un incidenza molto più alta sui bambini privi di copertura vaccinale. La decisione di allontanare gli alunni non immunizzati per tre settimane segue le linee guida nazionali per contenere una malattia definita come «altamente contagiosa e con complicanze potenzialmente letali».
I dati
I casi di morbillo in Europa e Asia centrale «sono diminuiti significativamente nel 2025 rispetto al 2024», secondo i dati preliminari riportati da 53 paesi della Regione Europea dell’Oms, ma «il rischio di epidemie rimane», avvertono l’Unicef e l’Oms che sottolineano come «le misure di risposta alle epidemie, comprese le campagne di vaccinazione, hanno contribuito a ridurre i casi di morbillo nel 2025». I paesi in Europa e Asia centrale «hanno segnalato 33.998 casi di morbillo nel 2025, con un calo di quasi il 75% rispetto ai 127.412 del 2024. La tendenza generale – si evidenzia nei dati – al calo dei casi riflette sia le misure di risposta alle epidemie sia il graduale calo del numero di persone suscettibili all’infezione da morbillo, con il diffondersi del virus in comunità sotto-vaccinate». Sebbene i casi siano diminuiti, «le condizioni che hanno portato alla recrudescenza di questa malattia mortale negli ultimi anni permangono e devono essere affrontate. Finché tutti i bambini non saranno vaccinati e non si affronterà l’esitazione alimentata dalla diffusione di disinformazione, i bambini rimarranno a rischio di morte o di gravi malattie a causa del morbillo e di altre malattie prevenibili con la vaccinazione», ha dichiarato Regina De Dominicis, direttore regionale dell’Unicef per l’Europa e l’Asia Centrale. Il numero di casi nel 2025 ha comunque superato quello registrato nella maggior parte degli anni dal 2000, e alcuni Paesi hanno segnalato più casi nel 2025 rispetto al 2024. I casi di morbillo continuano a essere rilevati nella Regione anche nel 2026. «I casi di morbillo sono diminuiti di quasi il 75% lo scorso anno, ma il rischio di epidemie persiste. Oltre 200.000 persone nella nostra Regione si sono ammalate di morbillo negli ultimi tre anni», ha precisato il direttore regionale dell’Oms per l’Europa, Hans Henri P. Kluge. «Se ogni comunità non raggiungerà il 95% di copertura vaccinale, non colmerà le lacune immunitarie a tutte le età, non rafforzerà la sorveglianza delle malattie e non garantirà una risposta tempestiva alle epidemie, questo virus altamente contagioso continuerà a diffondersi. Nell’attuale contesto di dilagante diffusione di fake news, è inoltre fondamentale che le persone si affidino a informazioni sanitarie verificate provenienti da fonti affidabili come l’Oms, l’Unicef e le agenzie sanitarie nazionali. Eliminare il morbillo è essenziale per la sicurezza sanitaria nazionale e regionale», ha concluso Kluge.
Il morbillo è una malattia virale esantematica altamente contagiosa (causata da Paramyxoviridae), diffusa per via aerea con tosse, febbre alta, raffreddore, congiuntivite e macchie tipiche (Koplik). Il trattamento è sintomatico (antipiretici, riposo, idratazione) poiché non esiste cura specifica, sebbene complicanze come otiti o polmoniti possano richiedere antibiotici. La prevenzione principale è la vaccinazione.