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 2026  febbraio 16 Lunedì calendario

Ma mi faccia il piacere

Troppe piste. “C’era chi diceva che la pista non si sarebbe mai fatta… oggi, due ORI in mezz’ora. Avanti tutta!” (Matteo Salvini, vicepremier Lega, X, 11.2). Prossima volta fanne cinque, di piste da bob a Cortina. Così di ori ne vinciamo dieci in mezz’ora o cinque in un quarto d’ora.
Nonnismo. “Quando il nonno di Elly Schlein diceva: ‘Inevitabile separare le carriere’” (Dubbio, 12.2). E le prozie, che dicevano le zie?
CoeRenzi. “Meloni non si occupi della scaletta di Sanremo” (Matteo Renzi, leader Iv, Dimartedì, La7, 10.2). Bei tempi quando dalla scaletta di TeleRenzi sparivano Gabanelli, Giannini, Giletti e Porro con la sola forza del pensiero.
Estonia caput mundi. “La Russia non è una superpotenza, la sua economia è a pezzi” (Kaja Kallas, Alto rappresentante Ue per la politica estera, 15.2). Ma infatti: dev’essere per questo che adesso invade l’Europa.
Bestialità. “La testata che ha intervistato Gratteri senza contraddittorio, facendogli dire le note bestialità…” (Ermes Antonucci del Foglio, X, 14.2). Dicesi “intervista con il contraddittorio” quella in cui, oltre all’intervistatore e all’intervistato, è prevista la presenza di Ermes Antonucci. Sempreché qualcuno sappia chi cazzo è.
Dolce stil novo. “La Mellon è una disgrazia, ma ha una genuina intelligenza politica: mettere la fiducia sugli aiuti all’Ucraina ha scombinato l’opposizione con improbabili geografie che mi urtano assai. Quindi i becaccioni ci sono cascati in pieno con il risultato che oggi abbiano schegge di vannnaci sparpagliate un pò dovunque” (Nadia Urbinati, Facebook, 13.2). Dunque: scrive Mellon senza spiegare chi sia, becaccioni con una “c” sola, vannnacci minuscolo con tre “n” e pò con l’accento. Mi sa che questa insegna alla Columbia University.
Gita premio/1. “Da Conte a Schlein: perché gli antifascisti non vanno a Kyiv?” (rag. Claudio Cerasa, Foglio, 11.2). Forse per non incontrare i nazisti del battaglione Azov?
Gita premio/2. “Schlein e Renzi vengano con me a Kyiv’. Intervista a Carlo Calenda” (Foglio, 12.2). Casomai a portare sfiga non bastasse lui.
Cappuccetto nero. “La dissennata difesa del potere dei 50 cacicchi (su 9mila pm)” (Fabrizio Cicchitto, già tessera P2 numero 1836, Riformista, 11.2). I pm sono 2.200, però l’importante è crederci.
Sveglia, striglia, sferza, scuote, sbrana. “Draghi e Letta, la sveglia ai Ventisette”, “Nuova scossa di Draghi all’Europa” (Corriere della sera, 11 e 13.2). “La sveglia di Draghi” (Giornale, 13.2). “Draghi e Letta protagonisti sferzano i 27” (Repubblica, 13.2). “Draghi e Letta: la sferzata” (Stampa, 13.2). “Draghi sbrana l’Europa, nuovo allarme” (Affaritaliani.it, 12.2). Essendo due che in Italia hanno fallito su tutto, cosa potrà mai andare storto in Europa?
Agendine. “L’ora di Draghi e Letta: a Bruxelles piace la ricetta made in Italy” (Repubblica, 12.2). “Se laUe imbocca la strada giusta. Due eventi chiave in 24 ore: i dossier Draghi e Letta tornano in gioco” (Goffredo Buccini, Corriere della sera, 12.2). Se li strappano tutti di mano.
Vannacciov/1. “Innanzitutto mi chiederei chi ha scritto il libro ‘Il mondo al contrario’, il testo che lo ha portato alla ribalta, che ci ha fatto scoprire il generale (Vannacci, ndr). Ogni capitolo ha un mano diversa, uno stile diverso: è un prodotto assemblato anche perché, mi creda, un generale difficilmente ha tempo di scrivere libri. Ho come l’impressione che sia un prodotto dei russi e basterebbe chiedere a un linguista” (Giulio Tremonti, Foglio, 14.2). Ha stato Putin nei suoi numerosi travestimenti.
Vannacciov/2. “I libri di Vannacci. Amendola (Pd): ‘Sento di russi che comprano il suo libro. Mi farei qualche domanda’” (Foglio, 7.2). Prima lo scrivono, poi lo leggono.
Esondazioni. “La procura di Milano esonda sui rider. Glovo sotto controllo giudiziario” (Foglio, 10.2). Non puoi più neppure schiavizzare in pace.
Mario Appendino. “La paura delle ruberie e delle cattedrali nel deserto non può essere un disincentivo a organizzare grandi eventi o realizzare grandi opere. Era la regola dei 5Stelle” (Massimo Giannini, Venerdì, 13.2). Quindi Monti che rinunciò alle Olimpiadi a Roma era grillino e la Appendino che portò gli Atp Finals a Torino era montiana.
Il titolo della settimana/1. “Zelensky dà una lezione sulla democrazia agli italiani che fiancheggiano Putin” (Marco Bentivogli, Riformista, 12.2). Dev’essere stato quando ha abolito gli 11 partiti di opposizione.
Il titolo della settimana/2. “Petrecca è soprattutto colpevole di non avere lo sponsor giusto” (Maurizio Belpietro, Verità, 11.2). Più che altro di avere gli occhiali sbagliati.
Il titolo della settimana/3. “Buttiglione e Formigoni: i cattolici del Sì (giusto) temuti dai signori del No” (Francesco Damato, Libero, 11.2). Ma mai quanto gli Avventisti del Settimo Giorno del Sì.
Il titolo della settimana/4. “Il Pd chiede la testa anche di Cerno” (Libero, 10.2). Testa? Quale testa?