lastampa.it, 16 febbraio 2026
Il ministero: potenziale conflitto, l’Anm dica i donatori per il No. Il Pd: liste di proscrizione
Il Ministero della Giustizia invita l’Associazione nazionale magistrati a rendere noti i finanziatori del Comitato per il ’no’ promosso dall’Anm, così da rispondere a un’interrogazione del deputato di Forza Italia Enrico Costa rivolta allo stesso Ministero.
La richiesta è contenuta nella lettera – resa nota dal Pd – inviata dal capo di gabinetto di via Arenula, Giusi Bartolozzi, al presidente dell’Anm Cesare Parodi. «Il parlamentare interrogante riferisce che il segretario generale dell’Anm avrebbe dichiarato che il ’Comitato Giusto dire NO promosso dall’Anm ha raccolto contributi da migliaia di cittadini che hanno aderito liberamente con una donazione “volontaria”. Da ciò l’interrogante assume un potenziale conflitto tra magistrati in servizio iscritti all’Anm e privati sostenitori che finirebbero per praticare una forma di finanziamento indiretto dell’Anm. Sottopongo alle Vostre valutazioni, pertanto, l’opportunità di rendere noto alla collettività, nell’ottica di una piena trasparenza, gli eventuali finanziamenti ricevuti dal Comitato ’Giusto dire NO’ da parte di privati cittadini», scrive Bartolozzi.
Il Partito democratico, con la deputata democratica e responsabile nazionale giustizia, Debora Serracchiani, parla di «un atto molto grave che tradisce il nervosismo che si respira nei palazzi del Governo. Un segnale che sa tanto di liste di proscrizione e di cui è difficile comprendere le ragioni. Si mette in discussione la libertà di partecipazione e si alimenta un clima di pressione nei confronti della magistratura e dei cittadini che voteranno No. Il ministro chiarisca subito. Le istituzioni e il popolo sovrano si rispettano. Non si intimidiscono».
Già dallo scorso 8 gennaio, su X, il deputato di Forza Italia Enrico Costa aveva posto una serie di domande relative al presunto rapporto tra l’Anm e il comitato ’giusto dire No’. «L’Anm – scriveva – ha promosso ufficialmente la nascita di un comitato per il No» e, «per bocca del segretario generale, ha confermato di aver finanziato il comitato giusto dire no» e «dichiarato che “il comitato ha raccolto contributi da migliaia di cittadini che hanno aderito liberamente, con una donazione volontaria”». «Questo schema – scriveva Costa oltre un mese fa su X – crea uno stretto legame, non solo politico, ma anche formale, tra magistrati in servizio iscritti all’Anm e privati sostenitori che finiscono per praticare una forma di finanziamento indiretto all’Anm, in quanto finanziano il ’”suo” Comitato”. E dunque, concludeva, «cosa accadrebbe ove un magistrato iscritto all’Anm si trovasse di fronte, nella propria attività in Tribunale un finanziatore del comitato? Si asterrebbe per gravi ragioni di convenienza?».