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 2026  febbraio 15 Domenica calendario

La lavastoviglie compie 140 anni. A inventarla una ricca signora dell’Illinois

Quando, dopo una cena in famiglia o tra amici, ci si trova a schiacciare il tasto ‘on’ della lavastoviglie si dovrebbe rivolgere un pensiero grato a Josephine Cochrane che 140 anni fa inventò una macchina capace di liberarci dall’ingrato compito di insaponare, strofinare, risciacquare, asciugare. Josephine era tutto il contrario di una desperate housewife stanca di dover immerge le mani nel lavello: era invece una facoltosa signora americana che non aveva nessun bisogno di lavare neppure una tazzina da caffè, avendo a disposizione, nella sua lussuosa casa di Shelbyville in Illinois, uno stuolo di servitori, che però troppo spesso, a suo dire, finivano per rovinare le sue preziose porcellane. Così, a fine dicembre del 1886, dopo vari party natalizi, Cochrane decise di imprimere una svolta al menage domestico realizzando il primo, rudimentale modello di lavastoviglie. D’altra parte la passione per l’ingegneria e la meccanica era nel Dna di Josephine visto che suo nonno, John Fitch, era stato l’inventore del battello a vapore.
L’idea si rivelò senza dubbio rivoluzionaria. La leggenda vuole che la ricca signora desiderasse ardentemente la notorietà: “se nessuno lo farà, lo farò io stessa”, si dice abbia esclamato annunciando l’intenzione di voler entrare nella schiera degli inventori
. Per cominciare, dunque, Cochrane prese con cura le misure di ogni pezzo del suo servizio: piatti fondi, piani, piattini da frutta, tazze e tazzine, ciotole e bicchieri. E per ogni tipo di stoviglia progettò un compartimento, in sostanza una gabbia orizzontale rotonda. Il passo successivo fu il disegno del boiler di rame che potesse contenere tutti i compartimenti e al tempo stesso ruotare. Infine, pensò al motore, azionato manualmente, per spruzzare sui piatti sporchi dal rubinetto della cucina prima acqua calda saponata e poi acqua calda senza sapone per il risciacquo.
Finito il ciclo di lavaggio si poteva estrarre il contenitore dal boiler per far asciugare le stoviglie. Messo a punto il progetto, Cochrane affidò a George Butters, amico e meccanico della Illinois Central Railroad, la realizzazione vera e propria della macchina. Iniziava ufficialmente la storia della lavapiatti. Anche se, in verità, la primogenitura di questo prototipo di lavastoviglie è da attribuirsi a tal Joel Houghton che 36 anni prima lo aveva realizzato ma in legno e quindi non in grado di funzionare. Il merito, dunque, è tutto di Josephine che con quella macchina “magica” aveva impressionato tutti.
Cominciarono a fioccare gli ordini da alberghi e ristoranti dell’Illinois, anche se nelle case le donne continuavano ad arrossarsi le mani. Non era che l’inizio della lunga strada che la lavastoviglie avrebbe percorso nei decenni successivi. Cochrane brevettò la sua invenzione sbaragliando la concorrenza alla Fiera di Chicago del 1893 e surclassando i più famosi inventori di altri Paesi, soprattutto quelli provenienti da Parigi, vincendo così il primo premio. Ma Josephine potrà godersi il suo successo solo per pochi anni: morirà infatti nel 1913 nella sua casa di Chicago.
Lo studio per rendere più performante l’idea di Cochrane va comunque avanti anche se bisognerà attendere il 1924 per veder entrare in scena la vera progenitrice della lavastoviglie moderna. È William Howard Livens a realizzare un modello dotato della maggior parte degli elementi che ancora oggi fanno funzionare questo elettrodomestico: una porta frontale per il carico, una rastrelliera e un irroratore rotante. Nel 1940 arriva anche il sistema di asciugatura.
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L’innovazione tecnologica è ormai un’onda inarrestabile che prima della metà degli anni Cinquanta porta a macchine in grado di eseguire tutte le fasi del lavaggio. Anche il design diventa un protagonista del mercato degli elettrodomestici e dal 1970 le lavastoviglie entrano ufficialmente nelle case di americani ed europei.
Dagli anni Ottanta le innovazioni si concentrano sul risparmio energetico, l’elettronica di controllo e la gestione dello spazio interno. E se è vero che a confronto con frigoriferi e lavatrici la lavapiatti è considerata meno indispensabile, è altrettanto vero che, nel 2026, secondo stime degli addetti ai lavori, il mercato potrebbe raggiungere un valore di quasi 36 miliardi di dollari ed entro il 2031 toccare quota 42,86 miliardi.