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 2026  febbraio 16 Lunedì calendario

Canada, lo Stato dell’Alberta vuole la secessione: “Grazie Trump”

La maggioranza dei canadesi non ha amato l’idea di Donald Trump di annettere il loro Paese agli Stati Uniti come 51º Stato americano. La sola proposta aveva provocato un’ondata di patriottismo e di antiamericanismo, che aveva finito per svuotare gli scaffali dei supermercati di prodotti yankee e fischiare l’inno americano agli eventi sportivi. Ma adesso emerge un aspetto nuovo: non tutto il Canada la pensa così. Lo Stato dell’Alberta, considerato il Texas canadese per via del suo prodotto interno lordo e la presenza di giacimenti petroliferi, deciderà entro l’anno con un referendum se staccarsi dal resto del Paese e diventare autonomo. E il movimento indipendentista sente di dover ringraziare un ricco americano per aver dato una spinta al movimento: Trump.
I promotori della secessione hanno definito “un’opportunità” la proposta provocatoria di annessione lanciata l’anno scorso dal tycoon. I secessionisti vedono in lui un potente alleato in grado di mettere in crisi la politica liberale e rilanciare la produzione petrolifera. Gli oppositori ci vedono un tentativo di disgregare la nazione. La possibilità che la secessione passi è, al momento, considerata improbabile, ma intanto una incrinatura nella società canadese adesso appare evidente. E poi bisognerà vedere cosa farà Trump.
La prospettiva di un distacco di Alberta inquieta il Canada. La provincia occidentale è una potenza delle risorse naturali e detiene la maggior parte del petrolio greggio canadese. Solo Arabia Saudita e Venezuela possiedono riserve di greggio più grandi. Funzionari dell’amministrazione Trump hanno più volte accolto a Washington i leader indipendentisti dell’Alberta per discutere di energia e commercio.
Steve Bannon, storico stratega del presidente, ha alimentato il dibattito sull’indipendenza, mentre il segretario al Tesoro Scott Bessent ha di recente sostenuto il movimento indipendentista affermando: «Le persone vogliono sovranità». Mitch Sylvestre, che ha lanciato il referendum, è rimasto impressionato favorevolmente dopo aver incontrato funzionari del dipartimento di Stato americano: «Credo che accoglierebbero con favore un Alberta libero e indipendente». Secondo Sylvestre, Washington non vorrebbe fare della regione canadese il suo 51º Stato ma sviluppare scambi commerciali. Lo stesso Trump non ha commentato finora la secessione dell’Alberta.
Alle domande di chiarimento del Wall Street Journal, un funzionario della Casa Bianca ha risposto che “membri dell’amministrazione incontrano diversi gruppi della società civile. Non è stato espresso alcun sostegno né sono stati presi impegni”. Ma il momento in cui Trump lo farà, pur di mettere in difficoltà il premier canadese Mark Carney, potrebbe non essere lontano.