la Repubblica, 16 febbraio 2026
Patty Pravo: “Mi manca la mia amica Vanoni e sì, ho trasgredito”
Patty Pravo è ragazza di 77 anni, fascinosa e ironica, una diva con un’incredibile carriera alle spalle e davanti a sé. Per Nicoletta Strambelli è l’undicesima volta al Festival di Sanremo, è in gara con Opera, presenterà l’album dal 25 marzo nei musei. Dall’8 aprile, a Firenze, l’abbraccio del pubblico: parte il tour teatrale in giro per l’Italia.
Canzoni preferite cantate al Festival?
«Beh, a me sono piaciute molto Per una bambola e Dimmi che non vuoi morire».
La prima volta a Sanremo con Little Tony nel 1970 come andò?
«Fu divertentissimo, Tony era così simpatico. Nonna che cantava le canzoni del Festival e andai dal produttore della Rca Ennio Melis: mi manda? Portammo La spada nel cuore: la prima sera vincemmo su Celentano. Noi ragazzini eravamo felicissimi».
Perché ha pensato che “Opera” sia la canzone giusta?
«Nasce da un sogno di Simone Folco e l’ha scritta Giovanni Caccamo, che è un grande artista».
“Vengo, mi vesto e canto” ha risposto a Carlo Conti, quando le ha chiesto come si preparava per il Festival. E l’emozione?
«Esiste, esiste. Altrimenti cambi mestiere. Con Carlo ho usato la mia ironia, ho sdrammatizzato».
Come si vestirà?
«Avrò degli abiti disegnati da Folco che ormai mi veste da tanti anni, mi piacciono scenografici. Non chieda, sarà una sorpresa».
Festeggia sessant’anni di carriera, da “Ragazzo triste” del 1966. Il rapporto con l’età?
«Non me ne accorgo per fortuna, perché sto bene. Questo mi sembra importante. Mi sento una ragazzina. Poi, tesoro, il tempo passa. Si è diverse a 16 anni, a 30, a 50. È una questione di testa, bisogna accettarsi».
Cos’è per lei la trasgressione?
«Non lo so, è insita dentro di noi. La trasgressione vera è quella che ti viene naturale, non ci pensi che stai trasgredendo. Ho trasgredito tanto, tutto nasce dal carattere».
Si sente una donna libera?
«Sicuramente, lo sono sempre stata. Poi sono veneziana».
Quindi?
«Siamo particolari».
Che ha pensato delle polemiche sul comico Andrea Pucci?
«Ero in studio, non è che ti metti a seguire quello che succede fuori».
L’album “Opera”, poi il tour ad aprile nei teatri: che significa dopo tanti anni di carriera incontrare il pubblico?
«È amore. La gente te ne dà e tu devi restituirlo, non c’è un segreto. Ti fermano per strada, è bello, a un certo punto ci si abitua. Ma è il segno che fai parte della loro vita. Se non ti guardassero più, sarebbe una tragedia».
Che ha pensato ascoltando Madonna che canta “La bambola”?
«L’ho trovata simpaticissima. Mi ha fatto questo regalo e mi ha fatto piacere».
Diciamo la verità, lei la canta molto meglio.
(Gran risata) «I regali vanno accettati».
Farete un duetto?
«Figuriamoci, sta facendo un disco».
Vi siete sentite?
«Certo. L’ho ringraziata. Tra l’altro, è lei che ha cominciato a seguire me».
Cosa consiglierebbe a una ragazza?
«Di stare bene con se stessa, dentro e fuori, e di esprimersi con sincerità verso se stessa».
Non si è mai raccontata storie?
«Direi di no. Meglio la verità».
Quando era giovane, cosa contava di più?
«Sono sempre stato un essere libero, anche da ragazzina».
Ha amiche nel mondo della musica?
«Ornella Vanoni era una grande amica, parlavamo tanto e infatti sento molto la mancanza della mia Ornellik. La sera dei due duetti canto Ti lascio una canzone. Poi Loredana (Bertè), ci conosciamo da una vita, quindi sappiamo tutte le nostre cose. Siamo simili, è una donna che ha vissuto».
L’amore è ancora importante?
«Importantissimo. Non è che devi fidanzarti per parlare d’amore. Qualcosa ho fatto, per fortuna».
Ha sofferto o si è salvaguardata?
«Salvaguardata proprio no. Ho avuto storie belle che sono finite. Senza sofferenza».
E i suoi compagni, si sono disperati?
«No, non tutti. Oddio, qualcuno forse sì».
Le manca non aver avuto figli?
«È stata una scelta. Da ragazzina con Gordon (Faggetter, il primo marito, morto nel 2020, ndr), lavoravamo in Giappone. Gli dissi: “Mi è venuta un’idea meravigliosa, potremmo attaccare la culla al pedale della batteria”».
Poco rassicurante.
«Non si sa mai, qualcuno potrebbe farlo».
Segue la politica?
«In questo periodo gradisco non seguirla. Quindi no».
Cosa le fa paura?
«Come sta andando il mondo».
È sognatrice o pragmatica?
«Un po’ e un po’. Direi che la sensibilità prevale, se no come potrei interpretare le canzoni?».
Pensa di aver realizzato tutto quello che voleva?
«Non ho mai voluto qualcosa, è successo. Ho fatto ciò che mi andava, non mi posso lagnare».