la Repubblica, 16 febbraio 2026
Lisa Vittozzi: “Un viaggio incredibile, non ho mai smesso di credere nel mio sogno di bambina”
Ha trattenuto il fiato e ha premuto il grilletto della carabina, le unghie laccate di viola, un anello con i brillanti intorno all’anulare destro: cinque colpi perfetti, mentre l’avversaria, la norvegese Maren Kirkeeide, ne sbagliava due e svaniva. Al cuore, Lisa Vittozzi, al cuore di questa gara e di questa domenica infinita. Il biathlon italiano non aveva mai vinto un oro olimpico. Fino a quei cinque colpi perfetti. Alla volata solitaria, con il sorriso sul viso e gli occhi già velati di lacrime. La mamma ha provato a fare invasione di campo, dopo l’arrivo, l’hanno fermata. Friulana di Sappada, ma nata a Pieve di Cadore, 31 anni, appuntato scelto dei carabinieri, una vita sulle montagne russe tra infortuni, crisi personali, una Coppa del mondo vinta, colpi della vita e colpi sbagliati per troppa ansia, troppe attese, troppa paura. Una stagione intera, la scorsa, saltata. Dopo un’estate di duro lavoro in palestra, bici, trekking, migliaia di colpi sparati al poligono, era ricomparsa a ottobre nel parco olimpico di Monaco di Baviera, a una gara con gli skiroll: l’ha vinta. È ripartita. «Sono arrivata in alto molto presto, a 24 anni, e molto presto sono caduta» diceva prima dei Giochi, «ansia e attacchi di panico ora non mi tormentano più». Ha vinto ieri la gara a inseguimento, rimontando dal quinto posto. È stato un inseguimento sulle avversarie e su sé stessa. «Di cose tristi non voglio parlare, perché la gioia è troppo grande».
Vittozzi, è suo il primo oro di sempre del biathlon azzurro alle Olimpiadi.
«Non ci credo ancora, sono troppo felice, mi sono venuti i brividi nel finale e ora mi scoppia il cuore. Ero molto insoddisfatta dopo l’individuale e la sprint, avevo sparato male, ero andata piano sugli sci. In questa gara ho mostrato la mia migliore versione. Sapevo che le altre sugli sci hanno un passo più veloce del mio, ma l’esperienza è stata determinante: sono contenta anche di questo».
C’era uno stadio tutto per lei.
«È bellissimo vincere davanti alla mia famiglia, al mio ragazzo. Alla Lisa bambina che sognava una medaglia direi che finalmente è arrivata. È stato un giorno bellissimo per l’Italia in tante discipline, da Federica Brignone allo snowboard. Non lo dimenticheremo facilmente».
Mai è l’avverbio giusto.
«Sento tutto l’orgoglio di essere la prima campionessa olimpica italiana di biathlon, ma in questo istante posso dire che ho esaurito le energie mentali. Cerco ancora di capire, di riannodare i fili. Non so quanto tempo ci vorrà, ma mi godrò ogni momento di questa giornata, di questa Olimpiade che non è ancora finita».
È riuscita a vedere il gigante di Federica prima della sua gara?
«Ho visto la prima manche di Fede e mi sono detta “coraggio, anche tu devi fare qualcosa ora”. L’ho ritrovata a Casa Italia e le ho detto: “Dovevo vincere per incontrarti».
A cosa ha pensato in quell’ultimo poligono?
«È stato wow, ho visto che la norvegese ne aveva sbagliati due, ho chiuso la mia serie ho iniziato a sorridere, ho smesso dopo l’arrivo. Quando tiro sono centrata su me stessa. E se riesco a focalizzarmi sul mio respiro, se riesco a gestirmi sparo bene, mi viene naturale».
Come ha vissuto quegli ultimi chilometri in solitudine, con il traguardo sempre più vicino?
«Ho cercato di dare tutto fino alla fine, poi mi sono goduta il rettilineo finale. Gli ultimi due chilometri sono stati incredibili. Mi sono detta più volte di non calare l’attenzione, altrimenti avrei rischiato di non arrivare in fondo, di fronte a un tifo così. Sono andata a tutta fino alla salita, non dovevo lasciarmi travolgere dalle emozioni».
Un viaggio difficile, il suo.
«Qui ad Anterselva ho scritto la storia di me stessa perché questo viaggio è stato molto difficile e sono molto orgogliosa di me. L’oro era il mio obiettivo, non mi sarei accontentata di altro. L’argento della staffetta mista non mi bastava. Dedico la medaglia a mio nonno, avevo fatto una scommessa con lui, gli avevo promesso che Pechino 2022 avrei fatto qualcosa di bello. Purtroppo è mancato durante il periodo del Covid e non ha potuto vedermi vincere. Mi commuovo. Cavolo, è già la terza volta che mi succede».
Ha saltato tutta la stagione scorsa per un problema alla schiena, ma non ha mai smesso di credere che fosse possibile tornare la Lisa che ha vinto 2 ori iridati e la Coppa del mondo 2024: come ci è riuscita?
«L’anno scorso è stato veramente difficile, ho tirato fuori la grinta che ho per essere qui e sognare in grande. Quello che mi fa andare avanti è non smettere mai di credere nelle mie capacità. Sapevo che sarei diventata campionessa olimpica. Non sapevo bene quando, però speravo che fossero queste le Olimpiadi giuste, per le prossime sarò troppo vecchia. Sono davvero felice e orgogliosa».
Chi vorrebbe ringraziare ora?
«Tutti mi hanno aiutato con tutti i loro mezzi, è davvero un orgoglio far parte della squadra italiana. Mi dispiace che Alex Inderst (il suo allenatore, non è nel team azzurro ai Giochi ndr) non possa essere qui. Abbiamo una scommessa in corso».
Sognava di fare la calciatrice.
«Il calcio è una grande passione per me. Ma è andata bene così, no?».
Il futuro, adesso: ha 31 anni, sta pensando già al dopo biathlon?
«Oh no, non è il giorno giusto per pensarci. Vedremo, deciderò. È un giorno così bello, così sognato. Solo questo so, adesso».