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 2026  febbraio 16 Lunedì calendario

Brignone: “Scambierei i due ori per la vita prima dell’infortunio, scendo con la paura di morire”

É tarda sera a Cortina, Federica Brignone comincia a essere stanca dopo una giornata interminabile. Cammina all’altezza dell’Hotel de la Poste, il freddo è pungente, la stanchezza è tanta per non parlare dei pasti saltati, tra le tante emozioni ci sono state pure le telefonate di Deborah Compagnoni e Alberto Tomba. Ma la tentazione di andare a Casa Austria, dopo l’abbraccio di Casa Italia, è molto forte. Non per essere accolta da regina, da due volte campionessa olimpica prima di superG poi di gigante, ma per incontrare gli amici e ballare. Le hanno appena chiesto se starà per ritirarsi: «L’unico mio annuncio è che tornerò per un paio di giorni al JMedical di Torino». Non abbandonerà, come Flavia Pennetta dopo lo Us Open.
Federica Brignone, è arrivato il momento di festeggiare?
«Veramente ho già festeggiato due giorni prima del gigante, a Casa Austria. Non potevo esagerare, però sì, mi sono divertita un po’, e la gamba mi ha fatto un po’ male per il ballo. Quando sono tornata in camera ho messo il ghiaccio fino all’una di notte. Niente che abbia compromesso la mia ultima gara alle Olimpiadi».
Dopo la vittoria in superG era difficile nascondersi.
«Infatti, qualche domanda te la fai e un po’ di stress in più c’è. Tutto diventa più difficile: due manche, l’attesa tra una e l’altra, il buio che scende, tutti che ti aspettano. Ho lavorato col fisioterapista per sciogliere la tensione accumulata. Ho chiuso gli occhi per allontanare i pensieri inutili. Poi ho avuto un momento in cui mi è sembrato che esplodesse tutto, non volevo scendere, mi sono dovuta autolesionare per costringermi a partire. In gara si sta in uno stato di massima allerta, come quando si ha paura di morire. Una volta tagliato il traguardo ho sentito il boato ed è stato incredibile».
Il suo è stato un gigante alla Alberto Tomba?
«Ma no, quelle gare le facevo lo scorso anno. Non penso nemmeno che il gigante di oggi sia stato la mia gara più bella».
Se le avessero predetto quel che ha vinto a Cortina?
«Avrei detto “impossibile, ma che razza di sogni fate?”».
Il network Nbc ha nominato il suo casco “il più intimidatorio” delle Olimpiadi: quella tigre è lei?
«Sì, lo sono. Quando ho fatto disegnare il casco volevo una animale serio, non aggressivo, perché io sono molto concentrata ma non aggressiva. Volevo una tigre che sembrasse vera, non stilizzata. Ma io penso di impressionare più con la mia sciata che col casco».
Che effetto le ha fatto vedere le sue avversarie Hector e Stjernesund inchinarsi?
«Mi sono vergognata un po’, loro due sono grandi. Ma soprattutto, Sarah e Thea Louise sono amiche».
Le sono mancate?
«Per cinque mesi non camminavo correttamente, il mio mantra era: “domani andrà sicuramente meglio”. Poi ho cominciato a migliorare, e quando sono andata alla prima gara di stagione a Sölden, mi sono resa conto che l’energia di queste ragazze e di questo mondo mancava così tanto nella mia vita. E mi sono detta “voglio davvero provare a farcela per i Giochi”. Anche se non ci sono arrivata col corpo e l’allenamento che avrei voluto».
Presto tornerà come prima?
«È impossibile. Mi sono rovinata completamente la gamba e il ginocchio, e ogni giorno è una lotta. Ci vorrà tempo, la tibia non è più allineata, ha un buco. La mia è stata una frattura multipla, e non ho mai voluto pensare a quanto fosse grave. La gente credeva che non sarei tornata più, ma io ribattevo: “No, io torno”. Per due mesi non sono riuscita nemmeno a piegare la gamba, e ancora adesso non so se potrò più giocare a tennis. Quindi sì, scambierei le mie due medaglie olimpiche per tornare indietro e non subire questo infortunio».
Quindi perché ha voluto partecipare alle Olimpiadi se gli ori non contano?
«Se fossi venuta qui per vincere l’oro sarei tornata a casa senza medaglie. È stato un miracolo esserci, portare la bandiera, quel che più desideravo e mancava nella mia vita. Non la medaglia d’oro, di quelle ne ho già, ma anche Coppe del Mondo, avevo tutto ciò che desideravo. Sono venuta qui solo per divertirmi, dare il massimo ed essere grata di essere alle Olimpiadi di casa. Ora continuerò a occuparmi della mia guarigione, per cercare di fare tutti gli sport che amo».
Cambierà la sua vita? Ha guadagnato 360mila euro di premi.
«Dei soldi non me ne frega niente, la mia casa va bene com’è. Mi spaventa solo non poter più tenere privata la mia vita».