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 2026  febbraio 16 Lunedì calendario

Giallo dei tre cacciatori uccisi nei Nebrodi, l’unico indagato: «Ero lì, ho preso parte alla sparatoria». Poi decide di non rispondere più

Prime ammissioni dell’unico indagato per il triplice omicidio dei Nebrodi.  «Quella mattina ero lì e ho partecipato alla sparatoria». Lo ha detto agli inquirenti A. S., unico indagato per quanto avvenuto lo scorso 28 gennaio durante una battuta di caccia al cinghiale nero dei Nebrodi, in provincia di Messina. Dopo di che il 52enne, indagato per omicidio volontario, si è avvalso della facoltà di non rispondere in merito all’uccisione di Davis Pino, 26 anni, di suo fratello Giuseppe, 44, e di Antonio Gatani, 82 anni.
Secondo la sua testimonianza riportata Adnkronos, «intorno alle 6, o poco prima» del 28 gennaio, sarebbe andato dopo aver preso un caffè a prendere il cane da caccia del suo amico Gatani nella sua campagna di Montagnareale, ma di  aver lasciato l’amico e di essere andato via, perché «pioveva».
L’uomo, sentito come persona informata dei fatti, quindi senza la presenza di un legale, al momento della interruzione delle sommarie informazioni testimoniali e l’iscrizione nel registro degli indagati per procedere con un legale, ha deciso di non rispondere più. Non ha più parlato, nemmeno nei giorni scorsi quando è stato sentito come indagato dalla Procura di Patti (Messina) alla presenza dei suoi difensori. Nei prossimi giorni A. S., amico di Gatani, una delle tre vittime, verrà di nuovo interrogato in attesa del risultato degli esami balistici in corso da parte dei Ris.