Il Messaggero, 15 febbraio 2026
Bce, mossa per rafforzare l’euro. Liquidità a tutte le Banche centrali
Al vertice di Monaco si è parlato di sicurezza. Di Nato e di rapporti tra Europa e Stati Uniti. Ma la vera e unica mossa concreta a difesa del Vecchio Continente, l’ha compiuta ieri la Bce e la sua presidente, Christine Lagarde, l’ha annunciata proprio al vertice di Monaco. Di cosa si tratta? La Banca centrale europea rafforzerà il sistema Eurep, le linee di credito “pronti contro termine” attraverso le quali fornisce liquidità alle altre banche centrali. La novità è che, per la prima volta, questo sistema sarà reso «permanente». Le banche centrali fuori dalla zona euro avranno cioè, un accesso costante alla liquidità in euro. E potranno accedere alle linee anche in caso di turbolenza dei mercati. «Qualsiasi banca centrale che soddisfi i criteri di base», ha spiegato Lagarde, «può richiederne l’accesso, con flessibilità di utilizzo». Le modifiche inoltre ne garantiscono «l’agilità» in quanto «l’accesso è concesso di default, a meno che non vi sia un motivo per limitarlo, accelerando la fornitura di liquidità». La Bce insomma, diventerà una sorta di prestatore di ultima istanza. E questo, ha sottolineato Lagarde, rafforzerà «la fiducia negli investimenti, nei prestiti e negli scambi in euro, nella consapevolezza che l’accesso sarà garantito anche in caso di turbolenze sui mercati». Per capire l’importanza di questa misura, basta pensare a tutti i Paesi con i quali l’Europa è in affari, da quelli mediorientali alla Turchia. O al sostegno che questa mossa potrà dare ai nuovi accordi commerciali come il Mercosur o il patto con l’India.
Ma Lagarde non ha parlato solo di questo. La presidente del’Eurotower ha ripetuto le due parole da tempo diventate uno dei mantra della Ue nella ricerca della ricetta per tutelare la propria competitività. «Ora dobbiamo compiere la transizione verso un’autonomia strategica», ha spiegata Lagarde sollecitando i leader del Continente ad avere «un approccio mirato».
I numeri sono da monito. «La nostra analisi suggerisce che un improvviso calo del 50% dell’approvvigionamento da fornitori geograficamente distanti ridurrebbe il valore aggiunto manifatturiero del 2-3%, con un impatto concentrato nelle apparecchiature elettriche, nei prodotti chimici e nell’elettronica», ha sottolineato. Uno stress di questo genere ppuò avere ripercussioni sui mercati, innescare vendite sui titoli denominati in euro e poi a livello globale. Un quadro da evitare.
Secondo l’ex numero uno del Fondo monetario internazionale, ci sono tre strategia possibili: perseguire l’indipendenza e quindi garantirsi catene di forniture interne; cercare «l’indispensabilità», ossia rafforzarsi in aree e settori considerati critici. L’ultima strategia è la diversificazione, per evitare che un singolo intoppo possa bloccare settori e approvvigionamenti. Ognuna a pro e contro. Ad esempio cercare l’indipendenza in settori nei quali la Ue è indietro rischia «di imporre costi che erodono la competitività a valle». La produzione di chip è la fotografia di questa situazione, in un mercato dove a dominare sono le produzioni asiatiche. Muoversi verso la piena autonomia, ha spiegato alla platea, può portare alla nascita di «campioni vuoti», aziende incapaci di competere a livello gloabale e con tecnologia non adeguata.
Secondo la Bce anche affidarsi al solo commercio porta rischi e poco importa che gli scambi coinvolgano Paesi considerati amici o alleati, come insegnano le tensioni dell’ultimo anno per il protezionismo statunitense: «I partner fidati non sempre rimangono tali», è stato l’ammonimento.
E poi ci sono tecnologie e settori da non abbandonare, neppure quando i costi sono eccessivi e i risultati non sono sempre immediati, ma sul lungo periodo servono a rafforzare la propria autonomia. «Dobbiamo costruire capacità produttiva interna, anche quando nel breve periodo è più costosa», ha sollecitato la platea, «Nel 2023, gli Stati Uniti hanno effettuato 114 lanci orbitali. L’Europa tre».
L’approccio quindi deve essere mirato, valutare i punti di forza e la debolezza. Andando quanto più in profondità nell’analisi.