Specchio, 15 febbraio 2026
La strana vita di chi svuota lavastoviglie ascoltando Proust
Il problema sono i gialli. O i podcast true crime. Li ascolti a letto, prima di dormire, per dormire, poi ti addormenti e mentre dormi il giallo si dipana. A volte ti svegli nella notte e ce l’hai ancora nelle orecchie, e c’è stato un altro morto, o qualcuno sta confessando e non è bello. Anche perché non ti ricordi a che capitolo o episodio eri, e a che punto; potresti mettere il timer, che interrompe l’audiolibro quando vuoi, dopo 5 o 120 minuti, ma chi ci pensa.
Un altro problema sono i rapporti coi tuoi cari. Perché l’audiolettura, direbbe Marshall McLuhan, è un medium caldo, impegna un unico senso con alta definizione, e rende asociali. Per dire, la mia signora insiste a parlarmi durante i miei podcast preferiti; per un po’ fingo di non sentire, poi le rispondo scocciata, poi la interrompo mentre ascolta i suoi podcast, per necessità o ripicca. Un tempo era diverso. Leggevamo libri di carta a letto e in soggiorno, e litigavamo più estesamente sulle interruzioni perché non potevamo rifugiarci subito nel podcast o audiolibro. Per un po’ ci siamo sentite strane, ma non per molto, abbiamo scoperto che tanti amici e parenti fanno lo stesso. Così, come tanti, usciamo di casa aggiornandoci coi podcast di notizie e analisi, pedaliamo e facciamo sport sempre con qualcosa nelle orecchie, svuotiamo lavastoviglie sentendo romanzi. Durante il giorno ci sentiamo o scriviamo commentando i podcast amati da tutte e due. Succede, sempre di più, da qualche anno, da quando sono comuni gli EarPods e altri auricolari senza fili.
La possibilità di fare tutto ascoltando qualcosa sta producendo un cambiamento epocale. Leggiamo sempre meno, ascoltiamo sempre di più. 18 milioni di italiani – più di uno su tre – hanno ascoltato almeno un podcast nell’ultimo anno, e sono 800 mila in più dell’anno prima, 15 milioni e mezzo lo fanno regolarmente, 6 milioni sono ascoltatori forti, e consumano podcast ogni giorno. E poi. In 11 milioni e 400 mila hanno sentito almeno un audiolibro, e sono il 3 per cento in più del 2024. La maggioranza è una specie di campo largo dei lettori: giovani adulti tra i 25 e i 34 anni, e donne mature. Si audioleggono libri di narrativa, poi gialli e thriller, poi fantasy, poi saggistica, data in crescita ma chissà di che si tratta.
Anche se i lettori con le orecchie non sono gente sprovveduta. Il 46 per cento degli ascoltatori di podcast è laureato, la maggioranza è giovane, e il 39 per cento li ascolta guidando il che vuol dire che ignora le radio. In molte zone, viste le radio, è una mano santa. In molti casi, con i podcast che ognuno seleziona in base ai suoi gusti e all’algoritmo che li plasma, rende tutti più isolati.
Per motivi banali: un tempo ci si chiacchierava con estranei per passare il tempo, e ci si divertiva a origliare le conversazioni altrui. Ora non si fa più perché non ci sono più conversazioni; qualcuno ascolta cose, tutti gli altri guardano il telefono. Per ragioni serissime: siamo tutti vittime delle piattaforme. Che ci torturano spingendo i contenuti scelti da loro, trattandoli come le famiglie repressive trattavano le verdure cotte: i bambini che non le mangiavano le ritrovavano nel pasto successivo. Altri podcast o audiolibri sono come nascosti, o non ci sono proprio.
E poi c’è la paura, in tutti noi che leggiamo sempre più con le orecchie, di un ritorno alla cultura orale. La parola scritta può essere riletta e studiata, passaggi e citazioni si ritrovano meglio, si smette di leggere e si riflette, si elabora. Con audiolibri e podcast è facile distrarsi; e allora per sentire i passaggi persi si manda indietro. E ci si distrae subito prima che arrivi il passaggio, e si rimanda indietro, anche molte volte. E rileggere/risentire non viene naturale, e le mani sono occupate in qualcos’altro. Perché con le orecchie ormai si fa tutto, si salvano solo il nuoto e lo shampoo, ma per poco (il bluetooth non funziona sott’acqua, gli auricolari sono in genere lettori MP3 integrati, cuffie a conduzione ossea, auricolari a memoria interna; ma siamo ottimisti, presto avremo EarPods da piscina e allora, anche lì, riusciremo a non pensare).