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 2026  febbraio 14 Sabato calendario

Maltempo, chiesto lo stato di emergenza in Calabria: oltre 500 persone evacuate

Oltre duemila interventi negli ultimi due giorni per il maltempo che ha colpito Calabria, Sardegna e Sicilia. Oltre cento quelli eseguiti a Roma, a Fiumicino cinquanta famiglie sono state evacuate per la mareggiata che ha colpito alcune abitazioni.
Calabria, chiesto lo stato di emergenza nazionale
Gli argini del fiume Crati in Calabria hanno ceduto lungo l’intero tratto della foce, provocando estese esondazioni che hanno interessato entrambi i versanti: quello sud nel territorio di Corigliano-Rossano e quello nord nel comune di Cassano allo Ionio. Le acque hanno invaso numerose abitazioni e aree limitrofe, causando l’interruzione dell’energia elettrica e gravi difficoltà alla viabilità locale. Oltre 500 gli sfollati, i vigili del fuoco sono impegnati nel gestire frane e allagamenti.
Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto ha convocato d’urgenza una giunta straordinaria per chiedere al governo lo stato di emergenza nazionale. “Abbiamo approvato una delibera specifica per chiedere anche il riconoscimento dello stato di calamità naturale per il compatto agricolo, zootecnico e della pesca, messo in ginocchio dall’ondata di eccezionale intensità che ha devastato campagne, colture e infrastrutture rurali, compromettendo il lavoro di migliaia di imprenditori”.
Già la notte scorsa il fiume Aron è tracimato a Cetraro, sul Tirreno cosentino, danneggiando una conduttura idrica. La zona mare del Comune è rimasta senza acqua potabile. Tecnici e squadre comunali sono ancora in azione per consolidare l’argine infranto dalla piena e per risolvere il disservizio idrico.
A Fuscaldo, nelle ore scorse, sono esondati tre torrenti: il Mercaudo, il Maddalena e il Trappeto. Il sindaco Giacomo Middea ha chiesto che venga dichiarato lo stato di calamità naturale.
Due squadre della protezione civile regionale sono entrate in aziona stamani a Tortora per risolvere gli allagamenti che ieri hanno interessato alcune abitazioni dell’area nord del comune rivierasco, prossime al lungomare Sirimarco. Anche a Scalea il maltempo ha danneggiato la conduttura idrica che serve l’area del lungomare e di Corso Mediterraneo.
Un tratto della strada litoranea in località Fiuzzi a Praia a Mare, adiacente alla linea ferroviaria, è stato danneggiato dalla mareggiata ed è stata interdetta al traffico veicolare e pedonale. La ferrovia, protetta da un muro di protezione, non ha subito danni. In molti altri comuni si sono registrati frane, smottamenti, allagamenti di lungomare e abitazioni, oltre a disagi alla viabilità e all’erogazione di acqua e energia elettrica.
"Anche questa volta – sottolinea il presidente della Regione Calabria – contiamo danni ingentissimi. Fortunatamente, però, non registriamo vittime né dispersi. Di questo dobbiamo ringraziare i calabresi, che hanno seguito con grande senso di responsabilità le indicazioni fornite dalle autorità competenti. La Calabria è chiamata alla fase della ripartenza. Siamo pronti a rimboccarci le maniche”.
Vento e piogge che non si fermano, oltre mille interventi delle squadre dei vigili del Fuoco in tutta la Sardegna. È il bilancio degli ultimi quattro giorni di maltempo. Sono circa 600 i vigili del fuoco impegnati quotidianamente per far fronte alle richieste che giungono alle sale operative dei comandi provinciali.
I sommozzatori del comando di Cagliari sono intervenuti per il salvataggio di un gregge di pecore rimasto isolato su un isolotto nell’Oristanese a causa dell’ingrossamento delle acque. Durante le ore notturne, invece, i sommozzatori del comando di Sassari, congiuntamente ai soccorritori acquatici e fluviali, sono intervenuti in località Camedda, nel comune di Ittiri, per soccorrere cinque persone rimaste isolate a seguito dell’ingrossamento di un fiume che impediva loro di rientrare in sicurezza presso le proprie abitazioni.
I Comandi maggiormente interessati sono quelli di Cagliari, Sassari e Nuoro. Ma anche a Oristano il numero degli interventi è superiore alla media del periodo.
Situazione critica nella riserva naturale Saline di Trapani e Paceco. In diversi punti il sistema delle vasche appare come una laguna, molte zone risultano completamente allagate, così come le strutture e gli interventi realizzati negli anni per la tutela degli habitat e delle specie. Gran parte degli argini delle saline è oggi sommersa. I produttori di sale non ricordano livelli d’acqua così elevati né una persistenza così prolungata delle alte maree. A lanciare l’allarme è il Wwf Italia.