la Repubblica, 15 febbraio 2026
Francia, morto lo studente nazionalista aggredito a Lione. Macron invita alla calma
La morte di un militante di estrema destra accende la tensione a meno di un mese dalle elezioni amministrative. Quentin, 23 anni, è morto oggi a Lione dopo una violenta aggressione avvenuta a margine di una conferenza organizzata nella sede locale di Sciences Po di Rima Hassan, eurodeputata di origini palestinesi e volto noto della France Insoumise.
La dinamica resta, per ora, oggetto di verifiche giudiziarie e di ricostruzioni contrapposte. Quentin faceva parte del dispositivo di sicurezza improvvisato che accompagnava alcune militanti del gruppo femminista di estrema destra Némésis arrivate per protestare contro la conferenza. In un comunicato, il collettivo afferma di aver riconosciuto tra gli aggressori di Quentin un collaboratore parlamentare del deputato della France Insoumise, Raphaël Arnault, che sarebbe un «membro attivo della Jeune Garde». La Jeune Garde, gruppo antifascista di cui Raphaël Arnault è uno dei fondatori, è stata sciolta nel 2025 dall’allora ministro dell’Interno, Bruno Retailleau, per «azioni violente». Sempre secondo Némésis, sarebbe stato accerchiato e poi picchiato con particolare violenza a giudicare da un video diffuso anche sui social.
Nella notte di giovedì, subito dopo la rissa a Lione, quando le condizioni di Quentin apparivano disperate, alcune sedi della France Insoumise, il partito di Jean-Luc Mélenchon, sono state prese di mira e vandalizzate. Mélenchon ha puntato il dito contro l’ex ministro Retailleau e contro Marine Le Pen, accusandoli di aver “coperto” gli aggressori e alimentato accuse contro i militanti del suo movimento. L’eurodeputata Hassan ha espresso il suo «orrore», aggiungendo che il servizio d’ordine del movimento, presente in ciascuno dei suoi spostamenti, «non è in alcun modo coinvolto in questi scontri».
In attesa dei primi accertamenti degli investigatori, sale la tensione politica nel pieno della campagna per le elezioni comunali in Francia previste a metà marzo. Diversi comizi in calendario domani a Lione sono stati sospesi per rispettare il lutto della famiglia di Quentin. Il ministro dell’Interno ha inviato una circolare ai prefetti chiedendo di rafforzare la vigilanza attorno ai raduni di natura politica, così come attorno alle sedi elettorali, «per evitare qualsiasi turbamento dell’ordine pubblico e garantire la sicurezza delle persone e dei beni». Intanto, Emmanuel Macron ha postato su X un messaggio per denunciare «un’ondata di violenza inaudita» contro il ragazzo e ha chiesto che gli autori siano «perseguiti, portati davanti alla giustizia e condannati», invitando al tempo stesso «alla calma, alla moderazione e al rispetto». «In Repubblica nessuna causa, nessuna ideologia giustificheranno mai che si uccida», ha scritto il capo dello Stato, aggiungendo che «l’odio che uccide non ha posto da noi».