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 2026  febbraio 15 Domenica calendario

Pirelli, spunta un bond convertibile per ridurre la quota di Sinochem

Sinochem prova a giocare la carta del bond convertibile per superare l’impasse in Pirelli. Secondo più fonti, il colosso cinese, primo azionista con il 34% del capitale della Bicocca, sta valutando l’emissione di un’obbligazione con sottostante una parte consistente – fra il 10 e il 15% – della sua partecipazione nel produttore di pneumatici.
In questo modo, la quota di Sinochem scenderebbe al di sotto della soglia di maggioranza relativa, riducendo la sua influenza su Pirelli e, quindi, evitando restrizioni alla vendita delle «gomme intelligenti» negli Stati Uniti. Al contempo, però, l’emissione di un bond convertibile consentirebbe al gruppo cinese di mantenere l’opzione di rientrare in possesso dell’intera partecipazione attraverso il rimborso del bond alla scadenza, quando, magari, i rapporti fra Washington e Pechino saranno meno tesi, salvaguardando così il valore dell’investimento,
Contattata, Sinochem non ha commentato l’indiscrezione. Il gruppo cinese avrebbe però già invitato quattro-cinque banche d’affari – tutte europee – a proporsi per gestire l’eventuale collocamento. Fra gli advisor destinatari figurerebbero Ubs, Rothschild, Société Générale e Bnp Paribas che, peraltro, nei mesi scorsi ha già ricevuto dal colosso cinese un mandato ampio di consulenza riguardo alle questioni finanziarie, di governance e politiche.
Quella del bond convertibile, riferiscono le stesse fonti, resta una delle ipotesi al vaglio per risolvere il caso Pirelli che si trascina ormai da due anni e mezzo. Sinora nessuna delle altre soluzioni immaginate dai due principali azionisti, Sinochem e la Camfin di Marco Tronchetti Provera (25,3%), è riuscita a risolvere lo stallo. Il cda di Pirelli ha bocciato la proposta cinese di scorporare le attività dei Cyber Tyre in una società autonoma. Da parte sua, Sinochem ha respinto l’idea di conferire la sua partecipazione in un blind trust che li avrebbe spogliati non solo del controllo su Pirelli, ma anche di qualsiasi influenza sulle decisioni strategiche e di governance del gruppo.
Ai sensi del Golden power, in ogni caso, l’eventuale emissione di un bond convertibile dovrebbe ottenere il previo consenso del governo che sta promuovendo un dialogo fra i soci. E anche passare il vaglio delle autorità Usa per capire se è sufficiente a superare i vincoli imposti dalla normativa sui veicoli connessi. Il tempo però stringe. Il patto parasociale fra Camfin e Sinochem si avvia infatti verso la scadenza del 18 maggio e non sarà rinnovato. All’assemblea del 25 giugno, quindi, i due maggiori azionisti saranno liberi di presentare ciascuno la propria lista di maggioranza per il cda di Pirelli, andando alla conta dei voti. A meno che, nel frattempo, non si trovi una strada che metta d’accordo governi, azionisti e azienda.