Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  febbraio 15 Domenica calendario

Caso Resinovich, muore l’amico Claudio

È stata l’ultima persona a sentire al telefono Liliana prima che sparisse nel nulla. Ed è stato tra quelli che più si è battuto per la ricerca della verità sulla sua tragica fine. Ripeteva: «Fino a quando sarò vivo continuerò a chiedere verità e giustizia per Lilly».
Claudio Sterpin è morto ieri all’ospedale di Cattinara, a Trieste, dove era ricoverato da alcuni giorni. Aveva 86 anni. Ex maratoneta, ex bersagliere, personaggio molto noto in città, negli ultimi anni era diventato uno dei protagonisti attorno ai quali ruota il mistero della morte di Liliana Resinovich, scomparsa il 14 dicembre del 2021 e ritrovata cadavere il 5 gennaio nei pressi del boschetto dell’ex ospedale psichiatrico di Trieste. Non aveva mai fatto mistero del legame sentimentale avuto in gioventù e che forse aveva ancora con Liliana. Un sentimento che è anche una delle piste per tentare di trovare un movente e un possibile assassino dell’ex dipendente della Regione. Ammesso che si sia trattato di un omicidio e non di suicidio, seppure in circostanze strane, come ipotizzato ad avvio delle indagini. Liliana venne trovata morta con dei sacchi di plastica a coprirle la testa e i piedi.
Ma a smontare definitivamente l’ipotesi del suicidio è stata, di recente, la perizia dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo per la quale Liliana è «morta soffocata per asfissia meccanica, indotta da terzi». Al momento l’unico indagato con l’accusa di omicidio volontario è il marito, Sebastiano Visintin.
«Purtroppo con la morte di Sterpin viene a mancare una persona che ha sempre combattuto perché si sapesse la verità e non ha mai cambiato idea – ha commentato il fratello di Liliana, Sergio Resinovich —. Ha sempre seguito la sua strada e le sue dichiarazioni non sono mai state smentite, purtroppo se n’è andato prima...».
Anche il suo avvocato, Giuseppe Squittieri, lo ricorda per l’ostinazione nella ricerca della verità. «“Devi cercare la verità”, così ha continuato a ripetermi in questi anni – afferma il legale – ed è quello a cui ora tengo in modo particolare. Non voglio abdicare alla ricerca della verità, che era ciò a cui Sterpin teneva in modo particolare, avendo preso un impegno con Lilly».
E lo ricorda anche l’indagato Sebastiano Visintin, con il quale i rapporti non sono stati mai buoni. «La cosa mi dispiace molto – ha detto ieri al Piccolo —, perché comunque la scomparsa di una persona che conosci fa sempre male. Mi dispiace poi una cosa importante: che non siamo riusciti mai a vederci, magari anche da soli, per parlare e cercare di capire cosa può essere successo a Liliana. Magari i segreti che lui si porta dietro, dentro di sé». Visintin ci tiene a ricordare anche i tentativi di dialogo con quello che molti hanno descritto come il suo grande accusatore. «Una volta in televisione ci siamo stretti la mano. Quel gesto da alcuni è stato molto criticato, ma non è stato capito. Io ho sempre cercato di spronarlo in qualche modo a dirmi cose che non sono state mai dette».
Poco tempo fa Sterpin aveva parlato non solo del mistero che ruota attorno alla fine di Liliana, ma anche delle possibili responsabilità del marito. «Sono in ebollizione da anni – aveva detto —. Non credo che l’artefice sia Sebastiano, non credo sia stato lui a ucciderla, ma lui sa benissimo chi è stato». Considerazioni che aveva ripetuto in tribunale a Trieste, durante l’incidente probatorio, chiesto dalla pm Ilaria Iozzi. A fine udienza, parlando con i giornalisti, aveva ribadito: «Ho ripetuto tutto quello che ho detto fino a oggi. Tutto o quasi tutto, altrimenti ci sarebbero voluti tre giorni. Ho utilizzato il tempo che avevo per ripetere cose che avevo detto più e più volte. Sempre la stessa versione, perché la versione è una».
Tra le ultime uscite di Sterpin anche una manifestazione organizzata davanti al tribunale di Trieste lo scorso dicembre con amici e parenti di Liliana Resinovich. In quella occasione lui aveva tenuto stretta tra le mani una grande foto di Liliana insistendo: «Serve arrivare presto alla verità».