Corriere della Sera, 15 febbraio 2026
CasaPound, il sì allo sgombero da FdI
Dopo Forza Italia, anche Fratelli d’Italia prende posizione sullo sgombero della sede romana di CasaPound, occupata da oltre vent’anni, confermando che sì, è «assolutamente corretto», perché «tutte le occupazioni illegali devono essere immediatamente risolte con interventi che garantiscano legalità e sicurezza». A dirlo il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, che ha fatto eco a Raffaele Nevi, portavoce nazionale di Forza Italia.
Il dibattito sulla legittimità dei gruppi di estrema destra si è riacceso dopo la sentenza pronunciata nei giorni scorsi dal tribunale di Bari, che ha dato nuova linfa alle proteste del centrosinistra. Angelo Bonelli, leader Avs ha chiamato in causa la premier ribandendo che «CasaPound va sciolta, è un’organizzazione fascista». Per Bonelli «serve un atto politico chiaro: lo sgombero immediato della sede di via Napoleone III a Roma e l’avvio della procedura di scioglimento dell’organizzazione. Meloni deve fare chiarezza». A Genova intanto venerdì è arrivato il Comitato Remigrazione, di cui fanno parte oltre a CasaPound anche Rete dei Patrioti, Veneto Fronte Skinheads e Brescia ai Bresciani. Obiettivo presentare la proposta di legge che dà il nome al comitato, e prevedibilmente davanti all’hotel in cui il convegno è stato confinato dopo i rifiuti di altri albergatori genovesi è salita la tensione. Tra i vertici del comitato e Fabio Ceraudo, presidente pentastellato del Municipio Medio Ponente del capoluogo ligure, sono volate parole grosse: Ceraudo ha invitato i militanti ad «andarsene, Genova è città medaglia d’oro della Resistenza, la vostra presenza è un affronto» ed è stato spinto via tra urla e minacce.
Immediata la solidarietà della sindaca Silvia Salis: «Nella nostra città non c’è spazio per chi ancora una volta non perde l’occasione per dimostrare il suo disprezzo per le istituzioni democratiche e che non lascia dubbi sui modelli autoritari a cui si ispira. Organizzare questo convengo nella città Medaglia d’oro per il suo ruolo cruciale nella Resistenza e orgogliosamente antifascista è stata una provocazione».