Corriere della Sera, 15 febbraio 2026
Da Yushchenko alle ex spie, la scia del veleno
Lunga è la scia di veleno che porta al Cremlino. I target: oppositori, disertori o figure scomode. Le sostanze rare, difficili da reperire e riconducibili all’ambito militare o para-militare. Le responsabilità dirette restano formalmente negate ma il sospetto internazionale converge spesso verso l’orbita di Mosca.
Oltre ad Alexei Navalny, tra gli obiettivi più recenti, nel 2022 Roman Abramovich e alcuni membri della delegazione ucraina coinvolti nei negoziati di pace all’inizio dell’invasione russa che avrebbero manifestato sintomi compatibili con un avvelenamento – irritazioni agli occhi e alla pelle, temporanea perdita della vista – dopo un incontro in Bielorussia. Stessi sospetti per la moglie dell’ex capo dei servizi segreti ucraini, Marianna Budanova cui, a fine 2023, è stato diagnosticato un avvelenamento da metalli pesanti.
Uno dei precedenti più clamorosi è quello di Viktor Yushchenko, candidato alle presidenziali ucraine del 2004 e leader dell’opposizione filo-occidentale.Yushchenko si ammalò improvvisamente: il suo volto si deturpò per una grave forma di cloracne. Successive analisi mediche stabilirono che era stato esposto a una dose eccezionalmente elevata di diossina (Tcdd).
Sul fronte russo-britannico, il nome di Alexander Litvinenko è legato a uno degli avvelenamenti più famosi della storia recente. Ex agente dell’Fsb fuggito nel Regno Unito e critico del potere putiniano, Litvinenko morì a Londra nel 2006 dopo aver ingerito polonio-210, sostanza radioattiva estremamente rara. Anche il giornalista e oppositore Vladimir Kara-Murza ha denunciato per due volte, nel 2015 e nel 2017, di essere stato avvelenato. Collaboratore di Boris Nemtsov e figura di spicco del movimento democratico russo, Kara-Murza è crollato improvvisamente con sintomi di grave insufficienza multiorgano, entrando in coma a causa di sostanze tossiche non identificate.
A scuotere l’Europa la morte di Sergei Skripal, ex agente dell’intelligence militare russa (Gru) passato al servizio del Regno Unito trovato privo di sensi con la figlia Yulia, a Salisbury, in Inghilterra nel 2018. Le autorità britanniche stabilirono che erano stati esposti a un agente nervino, il Novichok, arma chimica sviluppata in epoca sovietica. L’episodio provocò una crisi diplomatica profonda tra Russia e Occidente, con espulsioni di diplomatici e nuove sanzioni.