il Fatto Quotidiano, 14 febbraio 2026
Almasri, le vittime denunciano l’Italia anche alla Cedu
Non finiscono più i guai per l’Italia in relazione al caso Almasri. Dopo la riconsegna alla Libia del carceriere e presunto torturatore e l’indagine del Tribunale dei ministri di Roma culminata con il diniego del Parlamento all’autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e del sottosegretario Alfredo Mantovano, ora una delle presunte vittime di Almasri fa ricorso alla Cedu, la Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo. Difesa dalle avvocate Angela Bitonti e Lucia Galletta, la donna denuncia il governo italiano per “diniego di giustizia”, in virtù dello stop delle Camere al processo contro i ministeri. Il ricorso alla Cedu, affermano le avvocate “sostiene che tale diniego di giustizia costituisca una ingerenza statale non giustificata” in quanto l’immunità ministeriale è “manifestamente sproporzionata perché non necessaria in una società democratica”. L’eventuale procedimento alla Cedu si sommerà a quello in corso presso la Corte penale internazionale di Bruxelles.