corriere.it, 14 febbraio 2026
Trento, si innamora della sua dipendente e le regala un diamante da 14 mila euro, non corrisposto la licenzia. Il giudice: «Deve riassumerla»
Prima i complimenti e gli apprezzamenti, poi le dichiarazioni d’amore e i regali, e infine il licenziamento, ma ora dovrà riassumerla. Questa storia d’amore, a senso unico, inizia lo scorso anno, e all’inizio sembra un’innocua infatuazione. Un medico che è anche il legale rappresentante di una clinica privata nel 2025 si era invaghito di una sua dipendente.
Le inizia a scrivere spesso messaggi, sempre più pieni di frasi dolci e romantiche, le fa complimenti, le regala fiori, e alla fine si innamora perdutamente, arrivando a farle un regalo shock per il compleanno: un gioiello. Ma non è un gioiello qualunque, è roba seria, troppo seria. Si tratta infatti di un diamante da 14 mila euro, e quando la donna si rende conto del suo valore vorrebbe ridarglielo indietro ma lui le dice che deve tenerlo lei a prescindere come ricordo del suo amore anche se non corrisposto. E le scrive: «Ovviamente per favore vorrei che il gioiello rimanesse con te: è un segno del mio affetto che è indipendente da quello che provi tu».
Questi e altri messaggi sono finiti agli atti di un procedimento giudiziario civile che la donna ha dovuto avviare per riavere il posto di lavoro. Sì perché dopo il corteggiamento e regali, visto che non corrispondeva gli stessi sentimenti del suo capo, la donna a giugno viene licenziata. La «scusa» è un disguido su alcuni giorni di ferie che per il giudice Giorgio Flaim del Tribunale civile di Trento, sezione lavoro, è sono una ritorsione contro «il dissenso espresso dalla donna contro le molestie del suo diretto superiore». La donna dovrà essere riassunta perché il licenziamento per il giudice è nullo, «in quanto discriminatorio, e adottato solo in reazione alla scelta della donna, nell’esercizio del suo diritto all’autodeterminazione affettiva e sessuale, di non condividere lo stesso interesse sentimentale». Parole chiare e perentorie quelle del Tribunale trentino nella sentenza pubblicata nei giorni corsi.
La clinica dovrà anche pagarle tutti gli stipendi e i contributi dalla data del licenziamento (giugno 2025) ad oggi, più circa 4 mila euro di spese legali. Nel processo è emerso che il dottore sapeva benissimo di non essere corrisposto: «Comunque sono molto tranquillo: il vantaggio di essere un innamorato non ricambiato è che qualsiasi altra cosa succeda sembra una stupidaggine». E come a volte accade quando non si è ricambiati in amore, poi si arriva anche a ripetere frasi che sono diventate negli anni «un classico» e poco prima di licenziarla le manda un ultimo messaggio, contraddicendosi palesemente: «E riportami il gioiello domani se per te non significa niente». La donna aveva richiesto anche un risarcimento danni che però non è stato concesso dal Tribunale di Trento: «Le condotte tenute dal legale rappresentante della società nei confronti della donna si distinguono più che per finalità vessatorie, da un uso improprio dei poteri di sovraordinazione datoriale». Ora la donna potrà tornare a lavorare e il medico dovrà accettare di non essere ricambiato. Anche per evitare guai peggiori in futuro.