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 2026  febbraio 14 Sabato calendario

Ravenna, indagati sei medici dell’ospedale: falsi certificati per impedire le espulsioni. Salvini: «Gravissimo. Se confermato, sarebbe da licenziamento, radiazione e arresto»

Era lo scorso 21 gennaio quando gli agenti della squadra mobile della polizia di Stato di Ravenna arrestarono un venticinquenne di origine senegalese per una serie di molestie a sfondo sessuale. Almeno sette episodi avvenuti nella zona della stazione della città romagnola e nella celebre Biblioteca classense. L’arresto fece scalpore per la serialità dei crimini che il giovane avrebbe commesso ma anche perché qualche settimana prima il venticinquenne era stato avviato al centro di rimpatrio e poi ritenuto non idoneo dalle visite mediche svolte in ospedale. Dopo giorni dopo gli stessi agenti della squadra mobile hanno perquisito il reparto di Malattie infettive all’ospedale Santa Maria delle Croci. Lo hanno fatto su impulso della Procura di Ravenna. Il procuratore generale Daniele Barberini e il pubblico ministero Angela Scorza hanno indagato almeno sei medici per alcuni certificati che sarebbero stati incompleti di proposito o arbitrari per attestare l’inidoneità al rimpatrio degli extracomunitari. Tra questi figurerebbe non solo quello che avrebbe permesso al venticinquenne di non essere rimpatriato prima dell’arresto del 22 gennaio ma naturalmente anche altri cittadini.
Nella giornata di ieri, 12 febbraio, le verifiche compiute dagli agenti della squadra mobile sono durate per tutta la giornata. Sono stati scandagliati tutti i dispositivi che potenzialmente contengono messaggi, comunicazioni e documenti. L’indagine, stando a quanto si apprende, potrebbe allargarsi, lungi dalle fasi conclusive. Gli inquirenti si stanno concentrando anche sulla genesi delle presunte condotte dei medici: fare chiarezza sulle ragioni che li hanno «guidati» a fare in modo che tramite i certificati non risultassero idonei al rimpatrio. Per questo le indagini procedono a ritmo serrato e nel riserbo più stretto. Sul caso è intervenuto il vicepremier e ministro Matteo Salvini con un post pubblicato su X. «Gravissimo. Se fosse confermato, sarebbe una vergogna da licenziamento, da radiazione e da arresto».