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 2026  febbraio 13 Venerdì calendario

Fori, 12 pini da abbattere (bocciati ai super test) «Verranno rimpiazzati»

«Come i pini di Roma, la vita non li spezza». E invece li spezza, eccome. Complice l’età, complici le piogge insistenti che in queste settimane si sono abbattute sulla Capitale. Fatto sta che ieri sera si è deciso sul destino degli aghiformi che incorniciano la bella passeggiata in via dei Fori Imperiali e che stanno creando più di una grana all’amministrazione capitolina, dopo che domenica primo febbraio, in pieno giorno e sotto un cielo privo di nubi, un pino è crollato sulla passerella a due passi dal Colosseo, ferendo lievemente tre turisti che passavano di lì. Saranno 12 i pini ultracentenari (sui 36 esaminati) che verranno abbattuti entro lunedì, giorno fissato per la riapertura parziale della strada, chiusa dall’inizio del mese. Ma «condizioni meteo permettendo», avvertono.
Solo una dozzina (si ipotizzava di più) sono risultati a rischio caduta sui 54 complessivamente presenti nell’area dei Fori Imperiali, compresa la zona antistante il Colosseo, piazza dell’Ara Coeli e l’Arco di Costantino. Ventiquattro, invece, sono stati graziati perché «ritenuti stabili o da sottoporre a nuove verifiche», precisano dal Campidoglio. La decisione è stata presa all’unanimità dal tavolo tecnico riunito ieri in Comune, sulla base delle relazioni della task force creata ad hoc per risolvere la questione, composta dal Dipartimento Ambiente e da un gruppo di tecnici ed agronomi impegnati nelle verifiche sulle condizioni degli alberi.
Sono stati stabiliti «interventi selettivi di rimozione per i soli esemplari che presentano un livello di rischio non compatibile con la sicurezza», con l’obiettivo di garantire «la massima precauzione a tutela di cittadini, lavoratori e visitatori in un’area di straordinaria affluenza e valore storico» precisano in una nota.
In particolare, l’amministrazione interverrà su dieci pini sul lato sinistro della strada in direzione Colosseo e su due, lungo il lato destro.
In queste settimane la task force ha concentrato l’attenzione soprattutto sull’apparato radicale, scandagliando il sottosuolo con il georadar per capire cosa accade sotto la superficie. È lì che spesso si annida il problema: radici compresse dal cemento, costrette ad arricciarsi per mancanza di spazio, oppure poco irrigate. Quanto alle sostituzioni, la linea resta quella già annunciata: i pini rimossi saranno rimpiazzati con altri. Nessuna “sostituzione etnica” per uno dei simboli più riconoscibili della città. Al loro posto «esemplari della stessa specie, di dimensioni ed età adeguate, secondo quanto previsto dal protocollo per il reimpianto di Pinus pinea su via dei Fori Imperiali», si legge in una nota. Dall’amministrazione era filtrata l’ipotesi di piantare pini tra i 25 e i 30 anni di età, alti circa sei o sette metri, come avvenne anni fa in piazza Venezia. In ogni caso, assicurano dal Campidoglio, l’intervento verrà attuato «secondo criteri di massima tutela degli alberi e degli apparati radicali».
Intanto però i pini cadono anche nel resto della città. Proprio ieri, all’Eur, in viale Umberto Tupini, un “senatore” si è abbattuto su tre auto parcheggiate. La settimana scorsa era toccato a un altro esemplare in zona Tufello. La riflessione si allargherà oltre il perimetro dei Fori. Il Campidoglio lo sa. Ma non è detto che, lontano dal centro, ogni sostituzione avverrà con la stessa specie. E intanto noi li guardiamo cadere, come titani stanchi.