il Fatto Quotidiano, 13 febbraio 2026
Olimpiadi, Petrecca è una slavina sui costi di Rai Sport: +640mila € nel 2025
In Rai ora la paura scorre a fiumi in vista della cerimonia conclusiva delle Olimpiadi Milano-Cortina, domenica 22 febbraio all’Arena di Verona. Perché, dopo la disastrosa prova di Paolo Petrecca all’inaugurazione a San Siro, la conduzione del gran finale incute terrore.
Ai piani alti dell’azienda sono consapevoli che la pressione è enorme, gli occhi del mondo saranno ancora più puntati sull’Italia e non ci si può permettere il minimo errore. Tanto più che il giornalista più accreditato per seguire l’evento, Stefano Bizzotto, sarebbe fuori dai giochi: sta infatti seguendo le gare di hockey, che si concluderanno lo stesso giorno della cerimonia finale, quindi per lui sarà un’impresa sovrapporre i due impegni. Si esclude invece un ritorno in pista di Auro Bulbarelli: difficile che ci ripensi dopo l’incidente diplomatico con il Colle ossia aver spoilerato il cameo di Sergio Mattarella (anche se ieri il Quirinale ha precisato di non aver richiesto la sua rimozione), ma soprattutto dopo la telecronaca di chi l’ha sostituito. Così si valutano altri nomi.
In lizza ci sono Alberto Rimedio (che ha l’esperienza anche se viene dal calcio), Luca Di Bella (che ai Giochi sta seguendo il biathlon), Stefano Rizzato (curling) e il vicedirettore Marco Lollobrigida. Si deciderà nelle prossime ore anche se non si esclude neppure di affidarsi a una figura di esperienza fuori dallo sport, per esempio Giorgio Zanchini. E Petrecca? Oggi ci sarà lo sciopero delle firme in tutti i programmi Rai indetto da Usigrai (a cui non aderisce il sindacato di destra Unirai) dopo che l’azienda non ha fornito risposte sulla rimozione del direttore Rai Sport. Anche se su Petrecca incombe anche un altro nuvolone: i 640 mila euro di spese extra collezionate durante la sua gestione da marzo 2025 soprattutto per le collaborazioni esterne.
Probabilmente il direttore di rai Sport sarà sostituito subito dopo la conclusione delle Olimpiadi senza attendere le nomine previste in primavera dopo il referendum sulla giustizia. Se in un primo momento i vertici aziendali pensavano di blindarlo, a cambiare le carte in tavola è stata una telefonata che a Giampaolo Rossi sarebbe arrivata direttamente da Giorgia Meloni, molto seccata per la figuraccia a cui si è esposta l’Italia a livello internazionale. Irritazione che si evince anche dal gelido silenzio mediatico suo e dei fedelissimi sulla vicenda, specie se paragonato all’interventismo sul caso Pucci. “Se Giorgia sta zitta, allora bisogna preoccuparsi, vuol dire che è incaz… nera”, sussurra una fonte meloniana a Montecitorio. L’uscita di Petrecca sarà il più possibile morbida, senza clamori, anche se bisognerà decidere dove piazzarlo: la prima casella a disposizione è quella delle Relazioni internazionali, dove sta per andare in pensione Simona Martorelli, ma non è detto che per lui sia un ruolo adatto. Mentre per sostituirlo a Rai Sport il nome più accreditato è quello di un altro “fratello”, Marco Lollobrigida, marcato stretto da un altro meloniano doc, Riccardo Pescante.
Nel frattempo nel mirino del vertice Rai potrebbero finire le numerose consulenze esterne stipulate in questo anno di direzione da Petrecca, con nuovi collaboratori e opinionisti che spesso hanno lasciato di stucco la redazione. Circa una ventina di nuovi arrivi che hanno portato un aumento significativo dei costi rispetto al 2024 (si parla di 640 mila euro in più quando l’azienda ha ordinato tagli di risorse per 2,5 milioni).
Al Processo del Lunedì si è passati da 3 a 15 opinionisti in studio. Tra le nuove consulenze, quella a Marilina Succo sul calciomercato, a Barbara Pedrotti che conduce Sabato al 90° su Rai2, a Sofia Oranges che compare al Processo e a Francesca Brienza, giornalista sportiva di esperienza nonché consorte dell’ex allenatore della Roma, Rudy Garcia.