repubblica.it, 13 febbraio 2026
Save the Children: un adolescente su 4 vittima di atteggiamenti violenti in una relazione
Alla vigilia di San Valentino, Save the Children porta l’attenzione su un lato oscuro delle relazioni tra adolescenti: comportamenti aggressivi e controllo che rischiano di essere percepiti come “normali”. Il quadro che emerge dal rapporto “Stavo solo scherzando”, realizzato in collaborazione con Ipsos Doxa, è quello di un “continuum tra vita privata e spazi pubblici, offline e online, dove possesso, gelosia e pressioni digitali entrano nella quotidianità”, spiega Antonella Inverno, responsabile ricerca e analisi dati di Save the Children.
Secondo l’indagine, un adolescente su quattro riferisce di essere stato intimidito almeno una volta con gesti violenti (schiaffi, pugni, spinte, lancio di oggetti) da parte del o della partner o ex. Il linguaggio aggressivo è ancora più diffuso: il 36% dichiara grida e insulti nella relazione.
Tra i segnali di controllo spiccano le pratiche legate allo smartphone: un adolescente su tre è stato geolocalizzato dal o dalla partner. E non finisce qui: a molti viene chiesto di limitare amicizie, contatti sui social, abbigliamento, fino alla condivisione delle password.
Il report segnala un’area di rischio particolarmente delicata: il 28% ha subito pressioni per inviare foto o video intimi. E per una quota analoga è capitato che immagini riservate venissero condivise senza consenso, con conseguenze pesanti in termini di vergogna, stigma e ricatto.
Le molestie non restano dentro la coppia. Più di 4 adolescenti su 10 riportano commenti o avances sessuali indesiderate, una percentuale che tra le ragazze arriva a circa la metà. Nello spazio pubblico, molte dichiarano strategie di “autoprotezione” che diventano rinunce: evitare mezzi la sera, luoghi isolati, uscite da sole. Il 66% delle ragazze ha subito catcalling in strada, il 70% si sente in pericolo per strada e quasi la metà (49%) sceglie di non prendere mezzi pubblici la sera da sola.
Un elemento chiave riguarda il contesto: chi vive in un clima familiare percepito come teso o violento mostra più spesso dinamiche di controllo e aggressività nelle relazioni, sia come vittima sia come autore/attrice. Un segnale, secondo Save the Children, di quanto i “copioni” relazionali si apprendano e si replichino.
Rispetto a precedenti rilevazioni, cresce la consapevolezza: diminuiscono gli adolescenti che considerano “normale” la gelosia o lo scambio di password come segno d’amore. Ma questo non basta: alcuni comportamenti di controllo e violenza risultano ancora molto presenti nella vita reale.
L’85% dice che parlerebbe con qualcuno in caso di violenza, soprattutto con la madre. Resta però un dato critico: solo l’11% conosce correttamente il numero 1522, tra i principali canali nazionali di supporto. Con la campagna #Facciamoloinclasse, Save the Children chiede percorsi obbligatori di educazione all’affettività e alla sessualità fin dall’infanzia, con moduli anche su digitale, consenso e rischi online. Tra le proposte: accesso gratuito e tempestivo al supporto psicologico per minorenni vittime di violenza, e un sistema nazionale stabile di raccolta dati sulla violenza di genere, inclusa quella digitale.
L’Organizzazione ricorda anche l’impegno operativo: programmi di prevenzione, emersione e protezione per donne e minori, interventi dedicati agli orfani di femminicidio, e iniziative sulla tutela online. Tra gli strumenti citati, anche Stop-It, il servizio per segnalare materiale pedopornografico online in collaborazione con la polizia postale.