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 2026  febbraio 13 Venerdì calendario

La crociata delle banconote: Svizzera al voto per il cash obbligatorio contro le carte

In Svizzera, Paese che in tutto il mondo significa soprattutto denaro – oltre che cioccolato e orologi – è in corso una battaglia per mantenere le banconote sempre in circolazione. Tanto che il prossimo 8 marzo i cittadini saranno chiamati alle urne per decidere di approvare una riforma costituzionale che punta a rendere obbligatoria la disponibilità di un quantitativo di denaro cash. Titolo dell’iniziativa: “Sì a una valuta Svizzera indipendente e libera con monete o banconote”, promossa dal Movimento svizzero per la libertà, distintosi durante la pandemia da Covid 19 per le sue posizioni No vax.
L’obiettivo è garantire che monete e banconote siano sempre disponibili in quantità sufficiente, appunto. Insomma, che non si arrivi, progressivamente, alla sparizione del contante, a beneficio delle carte di debito o di credito, oppure del Twint, un’applicazione che sta avendo molto successo nella Confederazione, e che consente di pagare il caffè al bar, il giornale all’edicola, come pure il parcheggio dell’auto, attraverso un codice Qr collegato con il proprio smartphone.
Ciononostante, stando a un sondaggio della Banca nazionale svizzera, il 95% della popolazione rimane fedele al contante, tanto che i dati, sempre dell’istituto di emissione, indicano mediamente un circolante da circa 73 miliardi di franchi. Fedele al contante ma non alle monete da 5 centesimi, considerate alla stregua di una seccatura, e che il 54% dei cittadini vorrebbe veder sparire. Quindi, a parte quello spicciolo che infastidisce, tutti a difendere il cash, compresi i bigliettoni da 1.000 franchi. Anche se poi, a guardar bene, il 70% dei pagamenti viene effettuato, oggi, attraverso strumenti elettronici.
A Lugano, addirittura, i contribuenti possono pagare le tasse attraverso le criptovalute. Il desiderio di non rinunciare ad avere, comunque, un proprio gruzzolo a disposizione, si può spiegare con il fatto che, non di rado, gli istituti bancari vengono hackerati e quando questo capita i prelievi, sia in cassa che tramite Bancomat, diventano impossibili.
Inoltre, le banche, per questioni di risparmio, stanno riducendo drasticamente il numero di Bancomat ma, anche, degli sportelli dove effettuare prelievi e versamenti. E poi non va sottovalutata l’affezione degli svizzeri per il loro franco. Ormai diventato, insieme all’oro e al mattone, un vero e proprio bene rifugio. A scapito di euro e dollaro, ormai annichiliti dalla forza della valuta elvetica. Non a caso il movimento promotore del mantenimento del contante chiede, pure, che un eventuale ma molto remoto passaggio a un’altra moneta, venga sottoposto a referendum.