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 2026  febbraio 13 Venerdì calendario

La rivoluzione della Cina sulle nevi

a la Cina che fine ha fatto? Quattro anni fa stupì tutti e forse sé stessa. Vinse nove ori: più di Francia, Italia e Gran Bretagna messi assieme. Incantò con Eileen Gu, confermò la sua supremazia nello short track, triplicò i titoli di Soci. Sulle nevi e sui ghiacci di Milano-Cortina, non ne ha vinto ancora nessuno e ha messo insieme solo due argenti e due bronzi.
Sembra un crollo. In realtà è una storia più complicata, e forse più interessante. Perché mentre il medagliere rallenta, la macchina degli sport invernali non si è fermata. Anzi. Dopo Pechino 2022, il governo aveva promesso di “portare sulla neve il popolo”. I numeri ufficiali parlano di oltre 313 milioni di cittadini che hanno provato almeno una volta sci, pattinaggio o snowboard. Sono sorte piste indoor nei centri commerciali, scuole elementari con moduli sulla neve, sono state organizzate vacanze bianche per studenti che non avevano mai visto una montagna. L’industria ha superato i 1. 000 miliardi di yuan di valore.
Il punto è che la partecipazione di massa non si traduce automaticamente in ori olimpici. Vincere ai Giochi non è come riempire una pista il sabato pomeriggio. Servono anni di selezione, allenatori di livello mondiale, tradizione tecnica, competizioni interne feroci. La Cina è fortissima dove ha investito da tempo: nello short track, nel freestyle, in alcune specialità dello snowboard. Ma nello sci alpino classico o nel biathlon paga ancora la mancanza di una cultura secolare come quella di Austria o Norvegia.
Pechino era casa. Giocare in casa significa disporre di impianti conosciuti, un pubblico amico, una pressione trasformata in spinta. A Milano-Cortina la concorrenza è tornata a essere globale e spietata, senza sconti. L’emergenza del Covid è finita, il livello medio si è alzato ovunque. La Cina non è sparita. Sta attraversando una fase di transizione. Ha acceso un’enorme base popolare, ha costruito infrastrutture, ha reso cool gli sport invernali per una generazione urbana che prima guardava solo basket e calcio. Ma trasformare milioni di curiosi in campioni richiede tempo.
Forse tra quattro-otto anni vedremo l’effetto pieno di questa rivoluzione bianca iniziata a Pechino. Dopo 6 giorni, il medagliere racconta una frenata. Sotto la superficie, però, il ghiaccio continua a muoversi.