corriere.it, 13 febbraio 2026
Milano, fenomeno soft-clubbing: addio ore piccole, ai millennial piace ballare di giorno, tutti gli eventi sold out
Cappuccino al posto del gin tonic, raggi del sole invece delle luci strobo. A Milano la voglia di ballare sta cambiando fuso orario: dalla notte al mattino, dall’after alla colazione. Ad accendere l’attenzione sul soft clubbing è stato «m2o Morning Club» da Vapore 1928, alla Fabbrica del Vapore. Gli appuntamenti, domenica dalle 10 alle 15, sono iniziati il 18 gennaio e continuano fino al 22 marzo (il 15 febbraio ci sono Parisi, Sam Ruffillo e Magnvm!).
Albertino, direttore artistico di radio m2o, ha tenuto a battesimo il primo evento. «Sono uscito di casa mentre suonavano le campane della messa!», racconta. «Mi aspettavo una situazione più calma, invece quasi tutti facevano colazione e intanto ballavano». Ha proposto un dj set «con early house e brani non scontati. La reazione del pubblico, molto eterogeneo, è stata ottima. Non ci aspettavamo un successo così già dalla prima data». Albertino se lo spiega con la crisi della discoteca, che per molti «è diventata un luogo respingente. Abbiamo proposto un divertimento sano e ha funzionato: ora mi stanno chiamando dj importanti, all’inizio diffidenti, per esibirsi».
Il fenomeno, agli esordi in Italia, all’estero è già radicato. Tyler Ov Gaia, del collettivo Nul che organizza «Rave a colazione» al Club Giovanile Milano (il prossimo è domenica 15 dalle 11 alle 16), vive tra Milano e Berlino e nella capitale tedesca è dj di un «sober rave». «Non è un after, a cui si arriva dopo una notte di eccessi, ma un evento diurno, senza alcol o droghe. Oltre ai dj set comprende yoga e bagno sonoro», spiega. Parte dell’esperienza l’ha trasferita, da settembre, negli eventi milanesi: tutti sold out (come gli altri soft clubbing, gratis con registrazione). «Li definiamo “conscious clubbing”, dà più l’idea di consapevolezza e intenzionalità», racconta.
«Dalle 11 si balla bevendo il caffè, che offriamo, e sorseggiando cappuccini vegani. Poi ci sono il brunch e un talk su vari temi, dal mondo queer all’amore». Il pubblico è trasversale: si va dai giovani a chi ha 40-50 anni, ama ballare ma non ha più voglia di tirare l’alba. Tra i pionieri del clubbing a colazione c’è Fame. «A ottobre 2024 eravamo da Via Stampa: tanti ospiti all’inizio erano straniti, poi li ritrovavamo sotto cassa», ricorda Claudia Valente. Fame organizza sia eventi per brand sia propri (date su Instagram). «Cerchiamo location particolari, posti sinceri come li chiamo io, come la Latteria di via Stendhal o la Gastronomia Palazzi. Puntiamo su una selezione jazz house, il target sono i millennial come noi. E stiamo lavorando a un format per pranzo, con il dj a tavola».
Per il momento è «seduto» il soft clubbing lanciato il 24 gennaio da Ciclocaffè a Crescenzago. «Ogni sabato, dalle 11 alle 15, c’è un dj set con un ospite diverso», spiega Francesco Soave. «Per il momento gli ospiti hanno preferito stare seduti, ma stiamo sperimentando per capire se c’è voglia di ballare». Oltre a colazione e brunch ci sono eventi collaterali, come il mercatino con workshop a tema piante di Replant sabato 14. Per «annaffiare» il fenomeno e farlo crescere.