corriere.it, 13 febbraio 2026
Trump-Milei, sì all’accordo commerciale che apre il mercato alle imitazioni «made in Usa» dei prodotti italiani
Con l’accordo commerciale firmato nei giorni scorsi con l’Argentina, gli Stati Uniti ottengono, tra le altre cose, un accesso privilegiato al mercato argentino per una serie di prodotti agroalimentari, che comprende numerosi casi di imitazioni di prodotti italiani ed europei. «L’intesa apre il mercato sudamericano ai falsi a stelle e strisce, dal Grana al Parmesan, dalla Fontina al Gorgonzola, dall’Asiago al Pecorino fino alla Mortadella e cancella di fatto la protezione accordata dal Mercosur alle eccellenze a indicazione d’origine italiane ed europee, compromettendo l’intesa», denunciano Coldiretti e Filiera Italia.
Donald Trump e Javier Milei, più volte indicati come «amici» dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in questo caso non si sarebbero rivelati davvero tali, stando alla lista dei prodotti «americani» che potranno accedere al mercato argentino senza incontrare barriere. Nell’elenco dei formaggi si trovano asiago, brie, burrata, fontina, grana e gorgozola, che non sono certo eccellenze a stelle e strisce. E in quella delle carni ci sono bologna, «capicola» o meglio capocollo, prosciutto e mortadella. Veri e propri casi di «italian sounding», ovvero imitazioni di prodotti italiani che, secondo le stime di Coldiretti, ogni anno fanno perdere al Bel Paese circa 120 miliardi di euro. «Le Dop più a rischio per l’Italia sono Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Prosciutto di Parma, Prosciutto di San Daniele. Ma oltre alle Ig italiane, ci sono camembert, feta, gouda, emmental», avvertono Coldiretti e Filiera Italia.
«Proprio gli Usa sono in testa alla classifica dei maggiori taroccatori con una produzione di italian sounding, che ha superato i 40 miliardi in valore e che vede come prodotto di punta i formaggi», sottolinea Coldiretti, secondo cui «il via libera argentino a stelle e strisce aumenta di fatto ulteriormente i rischi per l’agroalimentare italiano connessi all’accordo Mercosur, considerata l’assenza del principio di reciprocità (oltre alla mancanza di una clausola di salvaguardia automatica)».
L’accordo tra Unione europea e Mercosur, di cui l’Argentina fa parte, è stato firmato il 17 gennaio ad Asunción, in Paraguay, e prevede la progressiva cancellazione dei dazi sul 91% degli scambi tra le due aree. L’eliminazione delle tariffe dovrebbe favorire soprattutto le esportazioni di beni industriali europei. In cambio, il blocco latinoamericano otterrà agevolazioni su alcune esportazioni agricole. Nell’ambito dell’accordo dovrebbero venire riconosciute anche 344 indicazioni geografiche europee, vietando imitazioni e termini, simboli, bandiere o immagini fuorvianti. Di fatto però l’Argentina, aprendo il suo mercato alle imitazioni Usa, sarebbe già venuta meno a questo impegno, lamentano Coldiretti e Filiera Italia, da sempre critiche nei confronti dell’accordo raggiunto con il blocco sudamericano.
Nell’ambito dell’intesa con Buenos Aires, gli Stati Uniti elimineranno i dazi doganali su oltre 1.600 prodotti argentini. Mentre l’Argentina eliminerà i dazi su oltre 200 prodotti americani, ha spiegato il ministero degli Esteri argentino in una nota, tra cui macchinari, mezzi di trasporto e prodotti farmaceutici e chimici. Gli industriali argentini, secondo quanto riporta il New York Times, hanno espresso preoccupazione per la concorrenza delle importazioni americane. Una concorrenza dalla quale finora erano stati protetti attraverso l’applicazione di tariffe elevate sulle importazioni Usa. L’intesa, inoltre, agevola l’accesso al mercato per la carne argentina, aumentando la quota di importazione di carne bovina esente da tariffe a 100.000 tonnellate, vale a dire cinque volte di più di quanto era stato previsto finora. Il presidente americano ha spiegato che questo consentirà ai consumatori statunitensi di acquistare la carne a prezzi più bassi. Ma l’apertura ha scatenato le proteste degli allevatori americani, buona parte dei quali sono elettori di Trump.