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 2026  febbraio 13 Venerdì calendario

Da Osho a Di Battista, le firme contro Lotito: ci ha tolto un sogno

«C’è una chat molto scherzosa tra di noi sull’argomento», rivela il deputato FdI Riccardo Zucconi. Qual è l’argomento? Claudio Lotito, il presidente della Lazio. Perché la chat è quella dei soci del Lazio club Montecitorio : ci sono tra gli altri Paolo Barelli e Giorgio Mulè di Forza Italia e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.Tutti grandi amici di Lotito, ma ora anche un po’ in imbarazzo per questa petizione, ormai famosa, dei tifosi della Lazio, con oltre 40 mila firme, che chiedono al patron di passare la mano dopo quasi 22 anni. E il guaio è che tra loro ci sono firme illustri: Fabrizio Alfano, il capo ufficio stampa di Giorgia Meloni («No strumentalizzazioni, ho aderito a titolo personale, da semplice cittadino e tifoso»). E poi ancora: l’ex direttore di Rai1 Mauro Mazza; il direttore attuale del Day Time di viale Mazzini Angelo Mellone; il vignettista satirico di Porta a Porta Federico Palmaroli (in arte Osho), insieme con Andrea Stroppa, referente in Italia di Elon Musk, e l’attivista politico e scrittore Alessandro Di Battista, già portavoce M5S.
Duri e puri. Di Battista e Osho («Appoggiamo la linea dei gruppi») aderiranno allo sciopero di domani sera (Lazio-Atalanta) confermato dalla Curva Nord: nessuno entra all’Olimpico, tutti a Ponte Milvio, come per Lazio-Genoa. Mellone, invece, abbonato ai Distinti Nord, confessa stavolta di essere «combattuto» dopo aver gioito con i figli per la conquista della semifinale di Coppa Italia. «Con Osho – racconta – andavamo anche in trasferta a seguire la Lazio. Ma Lotito ci ha fatto passare l’entusiasmo, il sogno, lui davanti alle critiche parlava di “sparuta minoranza” e adesso si ritrova una “abnorme maggioranza” che lo contesta».
«Il rapporto ormai è logorato, non si può più tornare indietro, neppure se ci comprasse il nuovo Pelè – aggiunge Mauro Mazza – Lotito non si rende conto di cos’è la Lazio: ci parla di bilanci, di Nasdaq, ma gli sfugge forse che al cimitero di Prima Porta, nella stessa tomba, sono sepolti insieme Tommaso Maestrelli, Pino Wilson e Giorgio Chinaglia, gli eroi dello scudetto del ‘74. Questa è la Lazio».
Ma Lotito, come risponde ai tifosi? Parte prudente: «Nella vita come nel calcio il dissenso esiste e va rispettato. Fa parte della passione e la passione è l’anima della Lazio. Può accadere a volte che alcune mie dichiarazioni vengano interpretate in modo diverso da ciò che intendo. È legittimo, quindi, che i tifosi si interroghino, ma io rispondo coi fatti». Ed ecco che contrattacca: «La prossima settimana presenteremo in pubblico il progetto già consegnato al Comune per lo stadio Flaminio. Poi, a marzo, illustreremo “Lazio 2032” il nostro piano quinquennale di rilancio». Capito? Non ci pensa proprio a lasciare, checché ne dica Fiorello, che l’altro giorno aveva annunciato un possibile compratore. E lo sciopero del tifo va avanti.