Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  febbraio 13 Venerdì calendario

Mattarella, sorrisi e abbracci: «Le medaglie sono degli atleti»

Lui, il presidente-amuleto, il giorno dei miracoli lo aveva visto arrivare. E quando Federica Brignone gli ha detto «eccomi» e si è lasciata abbracciare ai piedi dell’Olympia delle Tofane, Sergio Mattarella si è goduto il trionfo: «Complimenti, bravissima, meritatissima! Posso dire che ci contavo?». E la Tigre delle nevi, con il suo disarmante sorriso: «Io non così tanto».
Erano giorni che il presidente faceva elegantemente scongiuri. Nel via vai di atleti al circolo ufficiali della Marina, ribattezzata «Casa Mattarella», mai gli è scappato un «buona fortuna», un «in bocca al lupo» e tantomeno la parola con cui spesso ringrazia e saluta: «Auguri». Con Sofia Goggia, con Arianna Fontana, o con le ragazze d’oro dello slittino Andrea Votter e Marion Oberhofer che sono andate a trovarlo a notte fonda, il presidente ha usato una formula scaramantica: «Io prima delle gare non dico nulla...». Niente aveva detto a Federica Brignone, lui che il 4 aprile scorso le aveva telefonato per augurarle di guarire presto dopo il terribile infortunio. E ieri il capo dello Stato un po’ ci sperava e un po’ quell’oro storico se lo sentiva, tanto da averlo confidato proprio alla leggenda dello sci: «Dopo che hai portato la bandiera ci contavo, ancora di più».
Il senso di Mattarella per la neve (olimpica) sta tutto qui. E ha a che fare con il Tricolore e con i valori della Costituzione, gli stessi che proprio Federica, nominata portabandiera, aveva declinato al Quirinale il 22 dicembre: «Cercherò di rappresentare tutti gli atleti azzurri attraverso i valori che per me sono alla base dello sport. Rispetto, lealtà, dedizione, impegno, determinazione, umiltà, divertimento». È forse anche per questo che Mattarella, con la gioia negli occhi, l’ha stretta al petto come una figlia. Figlia dell’Italia migliore.
Il capo dello Stato non è certo salito sulle piste di Cortina solo per farsi scattare le prime foto sulla neve del suo ultradecennale mandato. Se ci ha messo così tanta passione, entusiasmo e impegno, trepidando come un qualunque tifoso, firmando il murale della tregua e mai risparmiando le forze, è perché pensa che in un mondo così diviso e in una fase politica così divisiva lo sport sia fattore prezioso di coesione, fraternità umana, condivisione. Raccontano che sia ripartito portando con sé «una bella immagine di unità del Paese».
I boati lassù in tribuna e le grida «grande Sergio!» gli hanno fatto piacere. Pranzare con gli azzurri al Villaggio Olimpico è stato bello e lo ha emozionato fare il pieno di affetto dagli atleti, dai volontari, dagli Alpini e dai militari che hanno reso possibile il sogno olimpico. Ma il merito delle medaglie no, Mattarella lo lascia tutto agli atleti. Succede a Casa Italia, dove l’ospite d’onore viene accolto dal sindaco Gianluca Lorenzi, dal segretario generale del Coni Carlo Mornati e dal presidente Buonfiglio, che gli attribuisce parte del merito per gli ori conquistati. «Tutto posso fare tranne appropriazione indebita», scherza Mattarella. Poi si fa serio: «Le medaglie sono degli atleti, sono fortunato io ad essere stato qui in questi giorni in cui ne hanno conquistate tante. Spero che continui, ma l’importante è lo spirito, l’impegno per superare sé stessi, il competere con lealtà e successo».
Così ha gareggiato Sofia Goggia, ma non è bastato. Nei video diventati virali sui social, Mattarella è con la figlia Laura lassù in tribuna, indossa la giacca bianca con la scritta Italia: «È preziosa». La campionessa bergamasca divora le curve, il presidente-tifoso trattiene il fiato, ma quando Sofia salta una porta anche lui grida «nooo!», all’unisono con l’atleta finita fuori gara. Alla vigilia lei era andata a trovarlo e di nuovo il capo dello Stato si era zittito: «Io non dico nulla, io assisto».
Alle quattro del pomeriggio l’elicottero di Stato si alza sopra piazza Dibona, cuore mondano e sportivo di Cortina. La fiamma olimpica arde nel braciere e alcuni tifosi alzano occhi e braccia al cielo: «Fermate Mattarella e riportatelo qui!». Quattro ori in poco più di 24 ore è un bottino che nessuno aveva osato sognare. Ha avuto ragione il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, nei giorni di Milano: «Mattarella porta fortuna».