ilgiornale.it, 12 febbraio 2026
Salis in tuta al parlamento europeo scatena le polemiche
Per quanto sia vero che l’abito non fa il monaco, è pur sempre vero che forma è spesso sostanza, soprattutto in politica. In Italia, per esempio, per entrare in parlamento il principio cardine è quello del decoro consono all’istituzione. Per gli uomini è necessario indossare giacca e cravatta, per le donne non esiste un obbligo così specifico ma viene comunque richiesto un abbigliamento decoroso e adeguato al carattere ufficiale del luogo. Il parlamento europeo ha regole meno rigide o, meglio, non ha proprio regole in questione di abbigliamento e si affida al buon senso dei singoli: si vedono spesso parlamentari indossare abiti casual-chic, meno formali di quelli richiesti nel parlamento italiano come jeans e scarpe da ginnastica con una camicia o una giacca, ma comunque rispettosi dell’istituzione. Ed ecco perché vedere Ilaria Salis sul podio del parlamento di Strasburgo con una felpa sportiva rosa con zip, come quelle che si utilizzano per fare jogging, stona.
L’europarlamentare di Avs ha adottato uno stile da “centro sociale”, che per quanto non sia vietato all’interno delle istituzioni europee resta comunque inopportuno per la percezione che si ha, e si dovrebbe avere, di un luogo simile. Difficilmente un impiegato, pubblico o privato, si presenterebbe in ufficio con quella felpa, perché verrebbe richiamato soprattutto se lavora a contatto con il pubblico. Invece Salis ci si presenta in un parlamento per rappresentare gli italiani e gli europei. “La prossima volta in costume, non ho mai visto un politico in tuta”, si legge in uno dei commenti che appaiono sotto il video condiviso da Salis. “Pronta per la lezione di personal?”, “Della serie: dico 7 o 8 volte fascismo e poi di corsa alla lezione di pilates”, “In tuta con il marchio in bella vista?”, “È appena tornata da una corsetta al parco? Possiamo evitare queste figure davanti a tutta Europa?”, sono solo alcuni dei messaggi.
Qualcuno dirà che bisogna badare a quello che dice, non a come si veste. Altri diranno che è superficiale criticare l’outfit di un parlamentare, che non è fondamentale. Eppure l’immagine di Aldo Moro vestito di tutto punto in spiaggia con la figlia l’hanno vista tutti e quella foto negli anni è diventata il simbolo di ciò che un politico dovrebbe considerare rispetto per i cittadini.
“Quando andavamo in spiaggia papà indossava sempre la giacca e quando gli chiedevo una spiegazione lui mi rispondeva che, essendo un rappresentante del popolo italiano, doveva essere sempre dignitoso e presentabile”, è il ricordo di Aldo Moro della figlia Agnese. Un insegnamento che è andato perduto.