il Fatto Quotidiano, 12 febbraio 2026
Lucio Presta: “Io, l’agente-marito: solo chi è intelligente resiste”
“L’agente è quello che all’inizio ti aiuta a guadagnare l’85%, dopo è quello che ti ruba il 15%”. La frase che forse più di altre riassume il cuore del libro di Lucio Presta, il più noto agente delle star italiane, è proprio questa. Perché alla fine L’uragano è soprattutto una storia di gratitudine e mancata gratitudine.
Una lista un po’ gioiosa e un po’ rancorosa di personaggi che hanno attraversato la vita lavorativa e privata di Presta, da tutti considerato da sempre “uno che non dimentica” o che, come scrive il suo amico Benigni “se t’odia t’odia più d’ogni persona”. I suoi “Buongiorno a tutti meno uno” su Twitter sono stati, per anni, un pizzino virtuale. “Con chi ce l’ha Presta?”, “Chi è lo sventurato?”. Era tutto un domandare, soprattutto per essere certi di non avergli fatto qualcosa. Ne L’Uragano finalmente arriva qualche risposta, ma non solo: l’agente racconta i suoi inizi rocamboleschi nel mondo dello spettacolo come ballerino di Fantastico.
Pare che lei non fosse un granché nella danza.
Diciamo che ero più un caratterista, ecco. Credo di aver toccato il fondo quando a Fantastico feci lo spermatozoo per Renato Zero che cantava ‘Ritardante per lui, stimolante per lei’ (M’ama non m’ama, ndr).
Ci sono dei video?
Ho un vantaggio: sono in un preservativo, irriconoscibile.
Fare l’artista, seppure da ballerino scarso, le diede una marcia in più come agente?
Mi ha insegnato questo mestiere. Una volta alla fine di un Sanremo Beppe Caschetto mi abbracciò: ‘Oggi ho scoperto che facciamo due lavori diversi’.
Ovvero?
Non penso solo ai contratti. Mi occupo di tutto, costruisco squadre, idee, messa in onda, capisco la contro-programmazione, studio il target.
Nel libro ci sono tante storie di rotture professionali e umane. Alla fine il rapporto più solido della sua carriera è quello con Benigni: cosa vi unisce?
Lui è sensibile e conosce l’animo umano. Senza retropensieri. Il nostro rapporto è di un amore smodato da parte mia e di affetto, credo, da parte sua. Mai avuto una discussione.
Con Heather Parisi invece un misto amore-odio.
Io le devo tanto, perché come agente ho iniziato con lei.
Un carattere complicato.
Sì, ma ero perdutamente innamorato di lei come artista. Quando saliva sul palco le perdonavo qualsiasi cosa.
Anche i capricci.
Lei aveva questa bizza di voler rientrare a dormire a casa ovunque lavorassimo, finiva di notte a Sanremo e io dovevo riaccompagnarla a Roma. Oppure le veniva voglia di mela e caprino alle 10 di sera e io dovevo citofonare agli sconosciuti per chiedere se ne avessero in casa.
Perché dopo Nemicamatissima, il programma su Rai1 con Cuccarini, Parisi era arrabbiata con lei?
Pensava avessi favorito Lorella. In realtà Heather era mal consigliata dal marito, pensava di campare di rendita, quasi non voleva neppure ballare, solo fare monologhi colti. Lorella si è preparata, ha ballato e se l’è mangiata.
Cosa vuol dire lavorare per anni con la Rai?
È la cosa più difficile. La Rai non è il sistema, è il motore del sistema.
Il migliore e il peggiore direttore generale Rai?
Il peggiore Campo Dall’Orto, Cattaneo uno dei migliori.
Ce l’ha con Campo Dall’Orto perché ai suoi tempi chiusero il programma di sua moglie Paola Perego?
Fu la Maggioni, mi disse che quel giorno era dal parrucchiere e che fu trascinata dalla presa di posizione della Boldrini. Con Maggioni mi sono chiarito, ma non ha chiesto scusa a Paola.
Campo Dall’Orto lo volle il suo amico Renzi.
E io sono andato da Renzi e gli ho detto di dimenticarsi di me come amico.
Ma con Renzi fece pace.
Ma sono il suo peggior critico. Abbiamo litigato quando gli dissi ‘Mica entrerai nel Conte-2 per due poltroncine?’.
Se fosse il suo manager politico che cosa gli consiglierebbe per risalire dal 2-3%?
C’è un problema, è un grande politico, ma se chiedi a cento italiani se lo voterebbero, ti rispondono che gli è andato sulle palle. È irrisolvibile.
Nel libro non è chiaro il perché dopo quattro Sanremo meravigliosi, Amadeus la allontana.
Su spinta della moglie Giovanna – che forse voleva essere quella che decideva Sanremo – e di uno in Rai che gli diceva: ‘Non vedi che tutti i meriti se li prende Presta?’.
Forse lei lo scavalcava nelle decisioni?
No, ma l’hanno convinto di questo.
Amadeus tornerà nella tv di serie A?
Glielo auguro, ha pagato un prezzo altissimo per stupidità e per i soldi. Pensava di avere un suo pubblico come Fazio, ma Amadeus è ‘quello che fa’.
Farebbe pace con lui?
Mai.
E con chi altro?
Con Simona Ventura. Ma per il marito Giovanni Terzi: a Ballando diceva cattiverie su mia moglie Paola. È entrato in competizione, quando era solo un gioco.
Ventura potrà tornare al successo di una volta?
Penso di no, è in balia di chi le è accanto. Negli ultimi anni era poco amata, ora pensa di esserlo moltissimo: io ho dei dubbi, ma è la mia idea.
Solo per questo?
Vuole tornare a essere SuperSimo dell’Isola. Ma è finita quella tv e lei ha un’altra età. In Citofonare Rai 2 l’avevo aiutata a trovare la cifra dell’autoironia: funzionava, non l’ha capito.
Nelle sue rotture con gli artisti c’è un fatto ricorrente: il conflitto tra lei e il marito o la moglie dell’assistito/a. Si è mai chiesto come mai?
Se l’artista non è solido, puntualmente finisce che il suo partner voglia fare il mio lavoro. Per amore, ho visto artisti rovinarsi la carriera.
Lei è molto intrusivo, non è che diventa a sua volta una moglie o un marito?
Probabile. Forse la mia presenza è così forte che poi la soffrono. Ma non quelli intelligenti.
Per esempio?
Antonella Clerici. Quando in passato ho avuto problemi con un suo fidanzato, lei diceva ‘veditela con Lucio’.
Stefano De Martino per lei è un altro ingrato?
Ho fatto di tutto per fargli fare Stasera tutto è possibile, poi è andato con Caschetto. L’ho incontrato ai palinsesti e quando mi ha salutato ho risposto: ‘Non saluto i traditori’. Però è simpatico, ambizioso ed è uno che studia.
Cosa ne pensa della sfida Scotti-De Martino?
La Rai non ha marcato il territorio, quelli facevano 4 milioni d’estate, poi a settembre i 4 milioni mica li sposti. Scotti fa quel programma con entusiasmo, Samira Lui ha la giusta energia, funziona. Ora Gerry deve solo stare attento, perché è sovraesposto.
Cosa non le piace in tv?
L’assenza della seconda serata. Rai2 e Italia Uno erano fucine di sperimentazione, ora non c’è più niente.
Il capitolo su Belén è affettuoso, anche se non lavorate più insieme.
Le dicevo che Corona non era adatto a lei, le intimai: o lui o me. Lei scelse Fabrizio.
C’è un capitolo speciale: “L’amico che mi manca”. Parla di Bonolis. Le manca più l’uomo o l’artista?
L’uomo. Abbiamo condiviso le gioie e i grandi dolori, io sono stato la sua fortuna e lui la mia. Non doveva finire così.
Non vi siete più sentiti?
No. Lui ha la sindrome di Stoccolma. È infelice, lo vedo invecchiatissimo e ne soffro, è il più bravo che conosco: è doloroso vederlo a fine carriera così.
Vi riparlerete?
Io penso che un giorno ci rivedremo e capirà. Mi manca. Terribilmente.