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 2026  febbraio 12 Giovedì calendario

Marina militare, l’Ammiraglio Nervi è a processo per turbativa d’asta: promosso alla direzione acquisti

L’ordine di trasferimento è partito: da marzo alla guida di Navarm, la direzione degli armamenti navali della Marina Militare, andrà Cristiano Nervi, un ammiraglio molto stimato nel corpo ma sotto processo per turbativa d’asta a Taranto. Prima ci sono da sbrigare tre piccole pratiche: la proposta del ministro della Difesa, Guido Crosetto; l’approvazione del Consiglio dei ministri e il via libera del presidente della Repubblica. La domanda a cui Crosetto, Meloni e Mattarella dovranno rispondere è: può un ammiraglio sotto processo per turbativa delle gare dell’Arsenale di Taranto andare a dirigere il principale ufficio finanziario-tecnico della Marina, quello che cura gli acquisti, l’ammodernamento delle navi, dei radar e delle armi? Senza la riforma Nordio del 2024, il problema non si porrebbe: i militari rinviati a giudizio prima non potevano avanzare in carriera. Ora ci vuole una condanna.
Il processo contro Nervi e altri riguarda la presunta turbativa di una serie di gare del 2019, per un valore totale di circa 3 milioni di euro, riguardanti l’ammodernamento della nave San Marco. Il 18 febbraio 2020, su richiesta del procuratore aggiunto Maurizio Carbone, il gip ha disposto gli arresti domiciliari per Nervi scrivendo: “Non si è trattato, in definitiva, di una singola azione, limitata a uno specifico episodio ma dell’accettazione di un sistema illecito che ha condotto il direttore dell’arsenale ad avere plurimi rapporti diretti e personali con gli imprenditori coinvolti, con cui si è incontrato, persino nella sua abitazione, per agevolare l’assegnazione dei lavori a loro favore. Evidente è dunque l’attitudine del contrammiraglio Nervi ad abusare della qualità per favorire interessi propri (anche puramente professionali) e di terzi attraverso il conferimento ad essi di indebiti vantaggi”. Il Gip sposa la tesi del pm e prosegue: “Avuta conoscenza che le cinque gare di appalto (…) indette dal suo predecessore contrammiraglio Dattola, sarebbero andate deserte in quanto gli importi non sono stati ritenuti remunerativi, contatta D.C.A. al fine di convocare nel suo ufficio alcuni imprenditori locali (…) minacciando che se le imprese dell’indotto non dovessero partecipare alle gare in argomento, le stesse saranno spacchettate, attribuendo importi sotto-soglia, al fine di poter indire le procedure in economia, tramite il mercato elettronico della P.A., a cui potranno partecipare anche imprese di altre province e, quindi, non controllabili (…). A seguire il Nervi incontra taluni imprenditori, (…) ottenendo la partecipazione degli stessi alle procedure (…). Nel corso degli anzidetti incontri, i telefoni cellulari captati sono stati spenti”. Il gip prosegue: “Nervi, sospettando di essere oggetto di intercettazioni, mediante personale specializzato della Marina Militare ha proceduto alla bonifica del proprio ufficio, rilevando l’installazione di microspie ambientali. L’oggetto dei colloqui, come rilevato da talune telefonate, ha riguardato, principalmente, proprio le gare che l’arsenale di Taranto ha bandito nel mese di ottobre 2018, le quali sono state aggiudicate alle imprese rappresentate da persone intrattenutesi informalmente con l’Ufficiale poco tempo prima dell’apertura delle offerte”.
L’ammiraglio il 30 settembre 2021 in udienza preliminare si è difeso così: “Signor giudice, io rigetto totalmente questa accusa. Non solo non ho mai avuto atteggiamenti collusivi, ma tantomeno danneggiato imprese terze. Il mio comportamento ha avuto una direzione completamente opposta (…) l’attività amministrativa, (…) era improntata alla massima concorrenza”.
Il 13 settembre 2023, il Gup di Taranto Rita Romano però ha disposto il suo rinvio a giudizio. L’ammiraglio nel 2020 viene rimesso in libertà quasi subito ma ricorre comunque fino alla Cassazione perché sia sancita subito la sua estraneità. Alla fine la Corte (presidente Giorgio Fidelbo; relatore Pietro Silvestri) rigetta il suo ricorso così: “Il Tribunale della libertà di Taranto ha confermato l’ordinanza con cui è stata disposta la misura degli arresti domiciliari nei confronti di Nervi Cristiano, ritenuto gravemente indiziato del reato di turbata libertà degli incanti. All’esito dell’interrogatorio di garanzia, la misura è stata revocata dal Gip perché, pur confermando i gravi indizi di colpevolezza, si è ritenuto non attuale il pericolo di recidiva. Con la richiesta di riesame si è rappresentato come, nonostante la revoca, vi fosse interesse all’impugnazione in ordine alla sussistenza dei gravi indizi, in prospettiva di una richiesta di ingiusta detenzione”. La Cassazione conclude che “il ricorso è nel complesso infondato, ai limiti della inammissibilità (…) Nell’ambito di una puntigliosa motivazione, priva di illogicità evidenti, il Tribunale ha ricostruito i fatti, valutato gli elementi indiziari e le molteplici fonti di prova”. Chi volesse approfondire può trovare la sentenza sul sito web della Cassazione. Mentre sul sito della Giustizia Amministrativa si possono leggere le sentenze fotocopia del Tar che hanno confermato i provvedimenti (pubblicati on line) contro le imprese che per l’AGCM avevano formato il cartello.
La presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva va ricordata. L’ammiraglio potrebbe essere assolto dopo la nomina o la mancata nomina. Saranno i giudici a decidere se l’ammiraglio Nervi vada assolto o condannato. Il problema è che prima Crosetto, Meloni e Mattarella devono valutare se, per ragioni di opportunità, sia giusto nominarlo capo di Navarm. Non è una scelta facile.