lastampa.it, 12 febbraio 2026
La Russia blocca Whatsapp. L’alternativa per 120 milioni di utenti è Max: come funziona
Niente più Whatsapp in Russia. Il blocco della piattaforma di messaggistica ha reso inaccessibile l’app a 95 milioni di utenti attivi. Una decisione attesa. Le autorità russe avevano già preso di mira Meta e Whatsapp nel recente passato. Due Multe tra il 2023 e il 2024 per non aver archiviato i dati dei suoi utenti in territorio russo per un totale di 21 milioni di rubli, circa 400 mila dollari. Ma soprattutto una condanna, arrivata nel 2022: Meta fu giudicata da un tribunale russo organizzazione ‘estremista’, decisione che portò al blocco di Instagram e Facebook a marzo dello stesso anno, poco dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato alla BBC che la decisione è stata presa “a causa della riluttanza (di Meta) a rispettare le norme e la lettera della legge russa”. Aggiungendo che la società potrebbe riprendere le attività se si decidesse a “rispettare la legge e avviare un dialogo” con le autorità.
Whatsapp fu esclusa dal blocco del 2022 a causa della sua grande popolarità in Russia. 120 milioni di utenti il suo apice, poi calati verso i 95 milioni a causa delle crescenti pressioni della politica. Le autorità russe potrebbero aver aspettato un po’ per evitare che la decisione scontentasse troppo una base utenti che è quasi la metà della popolazione russa.
Il blocco di Whatsapp sembra il punto di non ritorno nel tentativo delle russo di controllare rete e social. E con la spinta, nemmeno troppo velata (Peskov alla Bbc ne ha fatto un riferimento esplicito), verso l’adozione di un nuovo sistema di messaggistica. Max. Creato da VKontakte. Il social lanciato nel 2006 da Pavel Durov e da suo fratello Nikolai, costretti poi a venderlo a fondi e imprenditori vicini al Cremlino al culmine di crescenti tensioni tra i fondatori e la crescente necessità da parte dei russi di controllare le piattaforme social. Scacco matto al controllo dei social.
Con l’uscita di Whatsapp Mosca pone un punto fondamentale nella creazione della Runet: una rete internet russa, disconnessa da quella globale, con piattaforme locali che mantengono i dati su server situati in territorio russo. Bloccando Whatsapp gli utenti saranno indotti a usare Max. Un’app per tutte le cose, sul modello WeChat in Cina, che sia messaggistica, pagamento, trasferimento di denaro e servizi. Ma con alcune caratteristiche che la rendono molto più accettabile per le autorità centrali russe. Una su tutte, il controllo delle chat e dei dati degli utenti.
Max (Макс, in cirillico) non è un semplice social network. È una “super-app”. Progettata per integrare messaggistica, servizi governativi (riconoscimento, domande, pagamento di tasse) transazioni finanziarie ed e-commerce in un’unica interfaccia. Come WeChat o come avrebbe voluto X.com Elon Musk prima che il progetto si arenasse.
Il suo obiettivo primario, spiegano i siti che l’hanno analizzata, è creare un ecosistema digitale chiuso e sovrano, riducendo drasticamente la dipendenza dei cittadini russi da piattaforme occidentali come WhatsApp, Telegram (sebbene di origini russe, considerato fuori controllo governativo) e i servizi di Meta. Telegram è l’app creata da Durov dopo la cacciata da ‘VK’.
E non è un caso che due giorni fa Durov abbia accusato la Russia di aver limitato l’accesso a Telegram per “costringere i propri cittadini a utilizzare un’app controllata dallo stato e creata per la sorveglianza e la censura politica’. Chiaro il riferimento a Max.
Il progetto ha accelerato nel corso del 2025, con un lancio ufficiale in versione beta nei primi mesi dell’anno. Ma la data chiave per la sua diffusione di massa è il primo settembre 2025, quando il governo russo ha reso obbligatoria la preinstallazione di Max su tutti gli smartphone e tablet venduti nel paese.
L’app funziona come un hub. Offre servizi di comunicazione: chat individuali, di gruppo, chiamate audio e video, e scambio di file. Servizi pubblici: permette di accedere al portale dei servizi governativi russi per pagare multe, prenotare visite mediche o rinnovare documenti. Finanza: include sistemi di pagamento elettronico integrati. Sicurezza: a differenza delle app occidentali, Max non utilizza la crittografia end-to-end (quella che di fatto impedisce che nel passaggio di dati da un device all’altro il messaggio possa essere ‘letto’) garantendo alle autorità l’accesso ai dati per motivi di “sicurezza nazionale”.
Siccome la sua istallazione è obbligatoria dal settembre 2025 e il suo utilizzo è spinto dalle autorità a scapito dei concorrenti stranieri, la base utenti è in crescita esponenziale. A poche settimane dal lancio obbligatorio, l’app ha superato i 18 milioni di download, con l’obiettivo di raggiungere l’intera popolazione digitale russa (oltre 100 milioni di persone) man mano che i dispositivi mobili vengono sostituiti.