La Stampa, 12 febbraio 2026
Stefania Constantini: "Io famosa? Contenta per il curling Un po’ di ironia fa bene al nostro sport "
Vincere una medaglia in casa è emozione pura. Vincere una medaglia a casa è Stefania Constantini, bronzo olimpico nel palazzo del ghiaccio dove a 14 anni realizza che il curling è il suo mondo. Dodici anni e un oro dopo, l’azzurra si sveglia con un’ altra medaglia da collezione. Tenera è la notte.
Stefania, una colazione diversa dalle altre?
«Avevo appoggiato la medaglia sul comodino, appena sveglia l’ho presa in mano e realizzato quanto fosse bellissimo quello che abbiamo fatto. Ma è durata poco, ora mi sento già nel limbo».
Che cosa significa?
«Che il bronzo vinto con Amos sta già sfumando nel ricordo e davanti a me c’è la concentrazione per la prossima gara olimpica».
Attitudine dei campioni?
«Ho sempre ragionato così».
"Dobbiamo tornare a fare quello che sappiamo": ve lo siete detti con Amos dopo la sconfitta con gli Usa in semifinale. C’era un deficit psicologico da recuperare per poter vincere il bronzo?
«Anche. Ci siamo ricordati delle nostre capacità tecniche e di rimettere al centro la fiducia reciproca e in noi stessi. Anche la Gran Bretagna era in crisi, sapevamo che la squadra con il miglior lavoro di recupero mentale avrebbe vinto il bronzo».
Spieghi, che cosa ha il curling di mentale?
«Insegna a conoscere sé stessi».
Troppo semplice, come?
«La differenza tra il lancio di uno stone – il disco di pietra – e un altro è minimo, nella distanza che deve percorrere e nella forza da imprimere. Ecco, definire quel particolare ti mette in ascolto con te stesso. Devi saperti conoscere».
Com’è il mondo di Stefania Constantini lontano dal ghiaccio?
«Con l’oro olimpico del 2022 la vita è cambiata, il curling ha riempito le mie giornate in modo totalizzante. E mi ha portato molto lontana da qui. Non ho fatto alcuna rinuncia sia chiaro, ma ora vorrei tornare a vivere un po’ la casa».
Ha scelto il curling a 8 anni: perché?
«Facevo nuoto e tennis, tutte discipline individuali. Il curling è stata la prima da poter condividere con le amiche, non l’ho più lasciato».
Quando è entrata nel palaghiaccio ha rivisto la Stefania ragazzina?
«La prima volta ho guardato lo stadio con occhi meravigliati, ho iniziato ad allenarmi lì nel 2014. Ero giovanissima. Noi del curling e a fianco la squadra di hockey dove giocava il mio ragazzo».
Inutile girarci intorno, il suo sguardo sullo stone ha bucato lo schermo e trovato il volano social: pronta alla popolarità?
Ride. «Sono contenta del lavoro fatto con Amos, mi rende orgogliosa sapere che il nostro sport è stato apprezzato. Il curling ha tantissimo da offrire: spero che tutti quelli che ci hanno visto, e so che sono stati tanti, abbiano capito ed apprezzato».
Finite le ironie con pentole e spazzoloni?
«Non mi hanno mai infastidito, un po’ di divertimento non guasta. Sono così poche le occasioni per spiegare le regole che ci sta l’ironia».
Ma Amos l’ha scelto o è stata scelta?
«La nostra coppia è frutto di una selezione tecnica».
Siete a fine corsa?
«Ne riparliamo quando imposteremo il prossimo quadriennio olimpico».
Ampezzana di nascita e famiglia e, si capisce, anche cittadina del mondo: come concilia le due facce?
«Benissimo. Ho avuto la fortuna di crescere in un piccolo grande ambiente che mi ha sempre supportato. E, grazie al curling, di vivere una dimensione internazionale».
Capitolo modelli sportivi; quali sono quelli di Stefania Constantini?
«Tutti quelli da cui posso imparare qualcosa. Ho sentito i podcast delle pallavoliste Sylla e Antropova, di Djokovic e di Vittoria Bussi, che ha il record dell’ora di ciclismo».
E che cosa ha imparato?
«A gestire le situazioni. Faccio tesoro dei loro comportamenti, sono esperienze che mi arricchiscono e che mi permettono di affrontare in anticipo certe situazioni, Non solo problematiche».
Ha un luogo del cuore?
«Sì, quello dove sta il mio ragazzo».
Ha dedicato il bronzo ad Angela Romei, esclusa dalla Nazionale per far posto alla figlia del direttore tecnico. Prima dei Giochi non ha mai detto nulla, ma che idea si è fatta del caso?
«Angela ha commentato tutte le mie partite in tv, l’avrei voluta con me nelle sfide dei prossimi giorni, ma sono sicura che alla fine dei Giochi ci ritroveremo. Scusi, adesso però ho la fisioterapia e devo salutarla».