repubblica.it, 12 febbraio 2026
Oro alle stelle, l’hotel di Macao vende i lingotti del pavimento per fare cassa: “Buona occasione”
L’atmosfera sontuosa, il prestigio: tutto bellissimo, d’accordo. Ma vuoi mettere ritrovarsi in cassa 11 milioni di euro? È quello che hanno pensato al Grand Emperor Hotel di Macao, che ha trovato un modo più redditizio per sfruttare i famosi lingotti d’oro incastonati nel pavimento della hall dell’albergo: toglierli da lì e venderli. Settantanove i chili d’oro venduti, ricavato: 99,7 milioni di dollari di Hong Kong (10,8 milioni di euro per la precisione). “Le attuali condizioni di mercato e gli elevati prezzi dell’oro offrivano una buona opportunità”, ha dichiarato la società che controlla l’albergo, la Emperor Entertainment Hotel, che lo scorso anno ha registrato perdite per 57,4 milioni di dollari hongkonghesi (6 milioni di euro).
“Sin dalla sua apertura nel 2006, l’hotel è stato celebrato per il suo opulento percorso dorato, una caratteristica progettata per creare un’atmosfera sontuosa e splendida, con decine di lingotti d’oro da un chilogrammo, incastonati nel pavimento in un involucro protettivo”, scrive il Macau Post. Incastrata in quell’angolo di costa dove il fiume delle Perle va a tuffarsi, che fu colonia portoghese per oltre mezzo secolo e restituita al controllo di Pechino nel 1999, Macao è l’unico fazzoletto di terra cinese in cui è legale giocare d’azzardo. Circa l’80% delle entrate di Macao proviene dai casinò.
Ma il governo centrale di Pechino negli ultimi anni ha deciso che bisogna diversificare per favorire anche altri settori: tecnologia, finanza, medicina tradizionale. Continuando comunque a portare avanti una “sana” crescita dell’industria dei tavoli verdi, come ebbe a dire il segretario generale comunista Xi Jinping in visita in città due anni fa. Anche nel 2025 Macao si è piazzata al primo posto al mondo, superando nuovamente Las Vegas, in termini di entrate derivanti dal gioco d’azzardo. “Lo scorso ottobre un casinò situato nei locali dell’hotel ha cessato l’attività in seguito all’ordine del governo di chiudere definitivamente tutti i cosiddetti ‘casinò satellite’ entro il 31 dicembre 2025”, formalmente di proprietà di uno dei sei concessionari di gioco di Macao, ma in realtà gestiti da terzi, ricorda ancora il Macau Post.
“Dato che l’area in questione sarà sottoposta a ristrutturazione e riqualificazione, i metalli preziosi che originariamente facevano parte del design degli interni e degli arredi dell’hotel non sono più rilevanti per il tema dell’hotel in futuro”, ha affermato la società in un comunicato.