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 2026  febbraio 12 Giovedì calendario

Airbnb, non solo case: ora si possono prenotare anche bed and breakfast e piccoli hotel

Con i Giochi olimpici invernali 2026 ospitati a Milano (e non solo) e il grande flusso di turismo che ne consegue, si è nuovamente acceso il dibattito sugli affitti brevi. Sulle piattaforme sono apparsi diversi annunci con prezzi da capogiro – fino a 180 mila euro per un monolocale (ve ne abbiamo parlato qui), un fenomeno che spesso si verifica soprattutto nelle città in occasione di grandi eventi, che non rispecchia il reale valore di mercato ma si tratta di un escamotage adottato da alcuni proprietari quando non possono o non voglio affittare l’appartamento come alternativa al chiudere il calendario per non essere penalizzato nel ranking (l’approfondimento a questo link). Secondo Matteo Sarzana, country manager di Airbnb per l’Italia e il Sud Est Europa, però, l’effetto sul mercato è sostanzialmente nullo.
«Se un alloggio ha un costo ampiamente sovrastimato, semplicemente non verrà mai prenotato – spiega —. A un certo punto l’offerta deve incontrare la domanda, tant’è che abbiamo notato un’impennata delle prenotazioni proprio nel momento in cui i prezzi hanno iniziato pian piano a calare. Il mercato, alla fine, si autoregola». Il manager, inoltre, chiarisce che l’evento sportivo attira in città tipologie di pubblico estremamente variegate e diverse tra loro: «Se da un lato c’è chi, anche con largo anticipo, ha acquistato pacchetti di super lusso con posti in prima fila alle competizioni sportive più attese, dall’altro ci sono famiglie composte da tre o quattro persone. Le loro capacità di spesa sono molto differenti e il tipo di sistemazione che cercheranno per l’occasione si adatterà ad essa».
Sarzana illustra come in occasione di queste Olimpiadi invernali per il segmento delle locazioni a scopo turistico non si possa applicare la stessa logica che riguarda altri eventi che ciclicamente vedono Milano protagonista, come la Fashion week o il Salone del mobile per tre principali ragioni. La prima è quella appena descritta sulla varietà delle tipologie di pubblico e per cui «tendenzialmente gli appartamenti più lussuosi vengono prenotati con largo anticipo», dice il manager. Il secondo motivo è che «le Olimpiadi invernali non interessano solo Milano – aggiunge il manager —: dando uno alle altre città interessate, Cortina, Bormio, Livigno, Anterselva, l’occupazione è praticamente sold out e, anzi, sarebbe potuta essere a rischio la possibilità di prenotare alloggi tradizionali non solo per i visitatori, ma anche per membri dello staff e volontari delle Olimpiadi». Infine, l’evento non si concentra in pochi giorni ma è distribuito su oltre due settimane, perciò è raro che degli appassionati prenotino per tutto il periodo. «Nell’arco dei 16 giorni ci siano dei periodi più concentrati di maggiore affluenza – argomenta Sarzana —. Nel caso di Milano, ad esempio, sarà il weekend 14 e 15 febbraio, quando si terranno le competizioni più attese».
Diverse indagini, tra cui una recente di Altroconsumo (i dettagli a questo link), hanno mostrato come fossero attesi non solo il “tutto esaurito” anche per il capoluogo meneghino ma anche una ricaduta sui prezzi delle case e sul turismo che, invece, non sembrano essersi presentati. Non solo non ci sono problemi di disponibilità di strutture ricettive (alberghi compresi) ma i costi hanno iniziato anche a calare. A questo proposito, Sarzana evidenzia «una crescita a doppia cifra per Airbnb, nonostante questo mese per Milano, a cose normali è un periodo di bassa stagione». C’è anche da tenere a mente che, per turisti e amanti dello sport che intendono venire in città per assistere alle gare olimpiche, le uniche spese da mettere in conto non sono solo il trasporto e l’alloggio – a differenza di altre occasioni per lo più gratuite, come il Salone del mobile – ma sulla decisione sia di partire o meno sia di quale sistemazione prenotare influisce il costo dei biglietti. «Lo abbiamo notato anche per la cerimonia di apertura – aggiunge il manager —. Quando i ticket sono diventati più accessibili, anche le prenotazioni sono tornate a crescere».
Guardando ai numeri, la piattaforma conferma le previsioni annunciate con lo studio elaborato da Deloitte di oltre 160 mila persone complessive dalle prenotazioni su Airbnb durante i Giochi olimpici invernali, con un guadagno per l’host tipo di 2.400 euro. L’impatto economico totale si conferma di 154 milioni di euro. «Ci riteniamo soddisfatti – continua Sarzana —. Certamente questo inizio di anno è un bel traino, ma abbiamo notato che l’effetto è positivo anche sulle prenotazioni estive. Questo grande evento di fama mondiale, inoltre, ci ha consentito di sviluppare anche il prodotto per migliorare sempre di più l’esperienza degli ospiti, incrementando la sezione dei servizi e delle experience, dal catering ai trattamenti di benessere fino agli eventi in città nei giorni di permanenza». In questo contesto rientrano novità quali il noleggio con conducente in-app (l’Italia è il primo Paese al mondo a renderlo disponibile) e, in occasione delle Olimpiadi invernali, il noleggio di sci (solo in Italia e in Francia).
È in questo contesto che rientra un’importante novità in casa Airbnb: «Abbiamo lanciato un nuovo prodotto specifico per i bed and breakfast – racconta il country manager —. Alcune piccole attività extra alberghiere si trovavano già autonomamente nel sistema, ma ora abbiamo pensato a una sezione della piattaforma e dell’app a loro dedicata». Si tratta di un software che accoglie oltre 15 mila bed and breakfast e consente ai guest di scegliere direttamente quale tipologia di alloggio scegliere per il proprio pernottamento. A breve il servizio sarà sviluppato ulteriormente e ampliato a boutique e family hotel, tipici dell’ospitalità italiana. «È un’esperienza del tutto ridisegnata – continua Sarzana – utile per accettare che il turismo non è un servizio accessorio, ma una leva di crescita per il nostro Paese che può e deve passare anche per un lavoro più puntuale e coordinato anche con il mondo degli hotel». Insomma, per Airbnb si prospetta un 2026 ricco di novità, una conferma della crescita della piattaforma sul mercato degli affitti brevi e una nuova strategia: avendo sempre cura degli arrivi internazionali, che rappresentano gran parte del business, «la sfida sarà far crescere il turismo domestico: Airbnb parlerà italiano agli italiani», conclude Sarzana.