repubblica.it, 11 febbraio 2026
Esplode il caso spesa farmaceutica, Schillaci scrive ad Aifa: “Credibilità compromessa”
La spesa farmaceutica in Italia cresce troppo. Le Regioni lo dicono da tempo (di recente hanno mandato una nuova lettera), visto che osservano i loro bilanci della sanità ridotti proprio a causa degli aumenti. Adesso si muove anche il ministro alla Salute Orazio Schillaci, che ha scritto una all’Aifa per chiedere chiarimenti e un aggiornamento costante sulle azioni messe in campo per ridurre i costi. Il testo introduce praticamente un commissariamento dell’Agenzia.
Sono anni difficilissimi nel campo dei costi dei medicinali, ogni mese cresce l’esborso del sistema sanitario nazionale e Aifa non sembra in grado di porre freno a quello che sta succedendo. Praticamente da quando è al governo il centrodestra si sono visti incrementi annuali senza precedenti, tra il 6 il l’8%, cioè percentuali molto superiori a quelle di crescita del fondo sanitario nazionale. Significa che la spesa farmaceutica si “mangia” sempre più risorse destinate ad altre attività di assistenxa. Così arriva la missiva di Schillaci che, va ricordato è colui che ha nominato con le Regioni tutti i vertici dell’agenzia del farmaco, tra l’altro dopo averla riformata insieme al Parlamento. Evidentemente si è reso conto che le scelte fatte non sono state adeguate.
La lettera è inviata al presidente Robert Nisticò e al direttore scientifico Pierluigi Russo. “La crescente attenzione mediatica sull’andamento della spesa farmaceutica impone una riflessione approfondita sulle dinamiche gestionali e sulle metodologie di monitoraggio adottate da codesta agenzia”. L’attacco fa dunque riferimento agli articoli usciti in questi anni. Nel testo si ricorda la difesa di Aifa, da dove ogni volta si sostiene che gli aumenti di spesa sono legati all’ingresso sul mercato di farmaci innovativi e all’invecchiamento della popolazione. Tesi che non convince del tutto le Regioni. “Le divergenze interpretative tra Aifa e Regioni – prosegue Schillaci – in merito alla sostenibilità della spesa farmaceutica, peraltro ampiamente riportate sulla stampa, hanno ulteriormente compromesso la credibilità complessiva del sistema di governance farmaceutica nazionale”. Qui il riferimento è allo scontro andato in scena durante la conferenza stampa di presentazione dei dati sul consumo dei farmaci nel 2024 tra Russo e il direttore amministrativo Giovanni Pavesi. Ma è anche interessante vedere come, per una volta, il ministro alla Salute fa leva sul disagio delle Regioni per portare un attacco all’Agenzia. Di solito, infatti, le amministrazioni locali non sono considerate un punto di riferimento, ma anzi in passato sono state attaccate (ad esempio sulle liste di attesa).
Il cuore della lettera sono però le richieste che Schillaci fa ai vertici dell’agenzia del farmaco proprio perché lasciano pensare a un commissariamento. O comunque a un ultimatum prima di prendere provvedimenti drastici. In passato il ministero aveva provato a trovare un altro incarico per Russo, che nel tempo si è avvicinato al sottosegretario Marcello Gemmato, ma il tecnico ha sempre rifiutato qualsiasi spostamento. Insomma, Schillaci chiede di inviare la “documentazione completa relativa ai criteri di valutazione della spesa farmaceutica”. Le evidente tecnologiche a supporto delle scelte autorizzative effettuate, “con indicazione esplicita dei benefici attesi in termini economici ed effectivness sulla popolazione target”. Non solo, si vogliono anche “informazioni dettagliate sull’esistenza e sul finanziamento di sistemi di monitoraggio della performance dei farmaci innovativi nella pratica clinica reale”. Praticamente si chiede condo di alcune delle attività più importanti di Aifa, che fino ad oggi evidentemente non è stata in grado di far capire al ministero, e alle Regioni, come si è mossa.
Poi Schillaci indica come devono arrivare le informazioni. Chiede infatti un rapporto bimestrale con “analisi dell’andamento della spesa farmaceutica disaggregata per categorie terapeutiche, identificazione delle criticità emerse, azioni concrete e misurabili per la riduzione della spesa farmaceutica, cronoprogramma di implementazione delle misure correttive, indicatori di monitoraggio dell’efficacia degli interventi adottati”. E data “l’urgenza della questione e la rilevanza sociale della materia”, si chiede di mandare la documentazione richiesta entro due settimane. Infine “ogni variazione significativa dell’andamento della spesa farmaceutica dovrà essere tempestivamente comunicata a questo ministero, al fine di consentire una gestione coordinata delle aspettative sociali e delle richieste mediatiche”. Si tratta di toni inediti, se si considera che l’agenzia del farmaco è nominata (con le Regioni) e vigilata dallo stesso ministero alla Salute. Visto che le difficoltà vanno avanti da tempo (già nel 2024 la spesa è cresciuta dell’8% rispetto all’anno precedente) e si decide di intervenire solo ora