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 2026  febbraio 11 Mercoledì calendario

Ungheria, la denuncia del leader dell’opposizione Péter Magyar: «Orbán diffonderà un mio video intimo con una ragazza per intimidirmi»

Il leader dell’opposizione ungherese Péter Magyar cerca di neutralizzare il colpo basso e gioca d’anticipo con un post su X: il governo Orbán sarebbe pronto a pubblicare un video che lo riguarda «in cui io e la mia ragazza di allora veniamo ripresi durante un rapporto intimo», ha rivelato sui social.   
Un tentativo di danneggiarlo con una campagna diffamatoria in vista delle elezioni parlamentari del 12 aprile, in cui il premier rischia per la prima volta dal 2006 di essere sconfitto. Magyar afferma che sta  ricevendo minacce da un po’ di tempo,  ma assicura che «non cederà ai ricatti». 
Subito dopo aver divorziato dall’ex ministra della Giustizia Judit Varga, da cui ha avuto tre figli, questo avvocato  ha lasciato il partito di Orbán e  ha lanciato  nella primavera del 2024 un movimento politico anti-establishment, Tisza, che nel giro di pochi mesi è diventato il primo partito del Paese.

«Oggi (ieri per chi legge, ndr) molti giornalisti hanno ricevuto un link che mostra una stanza sorvegliata da telecamere. Sospetto che stiano pianificando di diffondere una registrazione – forse realizzata con apparecchiature dei servizi segreti e persino manipolata – che mi mostra in un momento intimo con la mia ex fidanzata» ha postato Magyar. «Ho 45 anni e una vita sessuale con una partner adulta. Ho tre figli minorenni, che che questo governo malvagio – autoproclamatosi difensore della famiglia – evidentemente ignora. Cari codardi di Fidesz, pubblicate quel che volete, falsificate quanto vi pare. Non mi arrenderò di fronte alle minacce. Sappiate tutti: né prima né da ora cederò a ricatti di alcun tipo, né dalla mafia politico-economica ungherese, né dai membri della rete internazionale che la sostiene».
Magyar accusa Fidesz di ricorrere a tattiche di intimidazione e a campagne in stile russo per distogliere l’attenzione da scandali legati a corruzione e abusi su minori negli istituti statali. 
Finora non è stata diffusa alcuna registrazione.
Magyar ricorda in un lungo post che oggi è una giornata particolare: mancano due mesi alle elezioni e sono passati due anni esatti dal suo  debutto politico all’opposizione: «Tutto è iniziato due anni fa. Due anni fa, mi trovavo davanti allo studio del principale canale politico ungherese su YouTube, il Partizán. Sono rimasto all’ingresso dello studio per diversi minuti. Volevo tornare indietro. Sapevo a cosa sarei andato incontro se fossi entrato e avessi parlato. Ma dopo aver guardato la foto dei miei tre figli, ho iniziato a salire le scale, non volevo che vivessero in un paese dominato da una mafia familiare (...).  Mancano 60 giorni alle fatidiche elezioni. Due anni fa, questo era inimmaginabile, e ora siamo alle porte della vittoria». 
Questo dicono i sondaggi, nonostante Fidesz goda di un enorme vantaggio finanziario e di propaganda con la maggior parte dei media ridotti a suo megafono. Orbán sta cercando di rimontare elargendo regali a donne e anziani e screditando Magyar come una marionetta dell’Ue: per tutta risposta  il leader di Tisza sembra evitare qualsiasi associazione con i liberal europei. 
A Bruxelles il suo partito, che si è definito di centro-destra e fa parte del Ppe, è di recente, forse non a caso, entrato in rotta di collisione con il gruppo. Ha sfidato la posizione del Ppe per tre volte in un mese, attirando sanzioni e preoccupazioni interne. Ieri la delegazione di Tisza ha dichiarato di aver respinto le misure di salvaguardia del Mercosur per proteggere gli agricoltori ungheresi. «Tisza è al fianco degli agricoltori ungheresi anche quando ciò significa andare controcorrente a Bruxelles», si legge in un comunicato del partito dopo il voto a Strasburgo.